Gdf Roma scopre 3 opifici: sequestrati 75.000 capi contraffatti

Red/Cro/Bla

Roma, 31 ago. (askanews) - I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno individuato tre opifici dove si producevano e assemblavano accessori e capi di abbigliamento contraffatti realizzati con attrezzature di ultima generazione.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma hanno permesso di sequestrare, all'interno di appartamenti trasformati in veri e propri laboratori, nei quartieri Montemario, Casilino e Giardinetti, oltre 75.000 prodotti contraffatti, tra accessori, capi di abbigliamento ed etichette, già confezionati e pronti per la rivendita sul mercato nero, recanti le griffe delle più note case di moda mondiali ("Gucci", "Chanel", "Fred Perry", "Louis Vuitton", "Adidas", "Nike" e altro ancora).

Durante le perquisizioni, i Finanzieri hanno rinvenuto, nei tre siti gestiti da cittadini extracomunitari, in particolare due senegalesi e un bengalese, diversi macchinari di tipo professionale e altamente tecnologico, che consentivano di produrre e assemblare merce contraffatta con un ciclo praticamente industriale.

In particolare, all'interno di uno dei laboratori clandestini, i militari hanno scoperto personal computer, contenenti i files recanti loghi e scritte di diverse griffes, stampanti 3D di ultima generazione, presse manuali, presse termosaldanti, clichè metallici che fungono da matrice per la copia delle griffes da riprodurre, numerosi plotter (con rotoli di carta adesiva ove vengono impressi i brand falsificati), nonché ulteriori attrezzature (quali confezioni di colla industriale, ferri da stiro e innumerevoli pellicole adesive utilizzate per l'applicazione dei marchi di fabbrica su capi e accessori neutri).

I tre cittadini extracomunitari, già gravati da specifici precedenti, sono stati denunciati a piede libero per reati di contraffazione e ricettazione all'autorità aiudiziaria capitolina.

Le Fiamme Gialle sono riuscite a ricostruire l'intera filiera del falso, fino ad individuare i luoghi di produzione, grazie ad un'attività investigativa partita da sequestri minori di prodotti contraffatti nei mercati rionali della Capitale e monitorando i movimenti di alcuni ambulanti e dei relativi "fornitori".