Gdf Torino: da vicenda Finpiemonte danno erariale da 12,2 mln

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Torino, 25 mar. (askanews) - Il presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti, su richiesta del Procuratore Regionale del Piemonte. Giancarlo Astegiano, ha autorizzato il sequestro conservativo di somme e immobili per oltre 12,2 milioni di euro nei confronti dell'ex presidente di Finpiemonte, Fabrizio Gatti e dell'ex direttore generale, Maria Cristina Perlo. A tanto infatti ammonta il danno erariale per le casse di Finpiemonte e della Regione Piemonte, secondo l'indagine della Guardia di Finanza di Torino

Lo scorso ottobre la Guardia di Finanza di Torino aveva portato a termine una indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, con la richiesta di rinvio a giudizio, per il reato di peculato aggravato, nei confronti dell'ex Presidente di Finpiemonte Gatti e di altri 7 soggetti, ritenuti responsabili di aver sottratto denaro depositato presso un istituto di credito elvetico. Vontobel Bank.

I Finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Torino per questi fatti avevano eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere ed effettuato un sequestro preventivo da circa 5,9 milioni di euro, su conti correnti bancari, immobili e terreni riconducibili agli indagati, somma corrispondente a quanto indebitamente sottratto dalle casse della finanziaria regionale e trasferito a società riconducibili all'ex Presidente Gatti.

Definiti i profili penali della vicenda, rimanevano però da approfondire gli aspetti legati al danno erariale sofferto dalle casse della finanziaria Regionale e della Regione Piemonte; a tal proposito la Guardia di Finanza ha segnalato l'esito delle risultanze penali alla Procura Regionale della Corte dei Conti, presso cui pendeva un'istruttoria avviata in seguito alla denuncia da parte del nuovo presidente di Finpiemonte, Stefano Ambrosini.

In questo contesto, oltre al danno per l'indebita sottrazione della somma, trasferita a soggetti che non avevano alcun rapporto con la finanziaria regionale, sono stati considerati ulteriori danni all'amministrazione pubblica collegati sia al mancato accredito degli interessi contrattualmente previsti su quelle risorse sia a investimenti non consentiti di natura speculativa che avevano generato ingenti perdite.