Gdf Treviso dona capi confiscati a due enti benefici

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Venezia, 19 dic. (askanews) - La Guardia di Finanza di Treviso ha scelto di non distruggere i capi di abbigliamento frutto di un sequestro per contraffazione, portato a termine dalla compagnia di Conegliano, e hanno ottenuto l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria di consegnarli a due organizzazioni impegnate con i poveri.

"Hanno dimostrato ai disattenti - ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia - che il rispetto della legge non è estraneo alla solidarietà, coniugando la loro fermezza di tutori dell'ordine con il lavoro di coloro sono impegnati ogni giorno per assicurare un sostegno a chi non arriva a fine mese. Per questo, esprimo il mio plauso ai militari della Guardia di Finanza di Treviso. Grazie a loro, qualcuno potrà avere un Natale più caldo".

"Il Veneto è terra di solidarietà da sempre - ha proseguito il Governatore - e quest'episodio ci conferma come anche in organi impegnati ogni giorno in compiti ardui come i corpi di polizia e la Magistratura ci sia tanta sensibilità. Sappiamo anche che molti appartenenti alle Forze dell'ordine dedicano il loro tempo libero in importanti attività di volontariato; meritano un ringraziamento da parte di tutti anche per questo oltre che per l'impegno di ogni giorno nel loro servizio istituzionale".

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  • Rimprovera passeggero, autista bus aggredito con spranga
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    Rimprovera passeggero, autista bus aggredito con spranga

    Nuova aggressione ai danni di un autista dell'Amat, l'azienda di trasporto pubblico urbano, a Palermo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ieri notte nei pressi della stazione centrale un passeggero avrebbe cercato di salire a bordo della linea Notturna 7 con la sua bicicletta. L'autista avrebbe spiegato all'uomo, visibilmente alterato. che il regolamento lo vieta, ma a quel punto sarebbe stato aggredito e colpito più volte con una spranga. Poi il passeggero si è dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.  Il dipendente dell'Amat, immediatamente soccorso, è stato trasportato dal pronto soccorso del Policlinico. La Tac ha dato esito negativo, i medici hanno riscontrato la frattura di un dito e lo hanno dimesso con una prognosi di 20 giorni.  Sulla vicenda indaga la Polizia che ha già acquisito le telecamere a bordo del mezzo e che sarebbe già sulle tracce dell'aggressore. "Ho telefonato al nostro autista per esprimergli piena solidarietà e la vicinanza dell'azienda - dice Michele Cimino presidente dell'Amat -. Nelle prossime ore lo andrò a trovare a casa. Ringrazio le forze dell'ordine per la tempestività dell'intervento, ma fatti come questi sono gravissimi e vanno condannati con fermezza".

  • La "quarta mafia" del Foggiano che ha lanciato la sfida allo Stato
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    AGI

    La "quarta mafia" del Foggiano che ha lanciato la sfida allo Stato

    La "quarta mafia", operante nel Foggiano, ha "aperto una vera e propria sfida allo Stato", come dimostrano gli episodi più recenti, ma "come Cosa Nostra si è indebolita dopo aver ingaggiato la sua sfida allo Stato, altrettanto avverrà in questo caso, perché si è compreso che si tratta di una mafia da debellare. Dallo Stato c'è una linea aggressiva che darà i propri frutti". Così il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, analizza con l'AGI la situazione che emerge a Foggia e nella sua provincia."In passato - rileva - nello stesso territorio ci sono state situazioni simili, analoghe, a quella odierna, ma si è scambiata l'operatività di una mafia sanguinaria e feroce con semplici contrapposizioni tra bande criminali e si è ritenuto il fenomeno non così allarmante, a differenza di quanto si sta facendo oggi: ora l'attenzione è cresciuta molto, e quello che si sta facendo è quello che ci vuole".Il capo della Dna, in particolare, sottolinea con favore l'invio di altre forze dell'ordine, come disposto dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, e osserva che "chi è incaricato di operare in quei territori è particolarmente esperto nell'ambito del contrasto alla criminalità organizzata": anche le iniziative della società civile, "con cittadini che chiedono una repressione forte da parte dello Stato", sono "importanti - afferma de Raho - per tenere viva l'attenzione".Della 'quarta mafia', ricorda il magistrato, "si parla ormai da almeno quattro anni": si tratta di una "mafia feroce, aggressiva e violenta, che usa le armi non solo per piegare le vittime di estorsione per pagare il pizzo, ma anche per contrastare gli altri clan sul territorio". A differenza delle altre mafie, "non utilizza la strategia dell'inabissamento, ma la violenza feroce": "La vittima - dice de Raho - deve non solo essere uccisa, ma scomparire dal ricordo della gente, e questo spiega come, nei casi di omicidio, si riscontrino vari colpi inferti al volto".Nel Foggiano, inoltre, una caratteristica dei clan "è quella, come nella 'ndrangheta, di essere composti da soggetti che appartengono alla stessa famiglia: il vincolo di sangue - spiega il capo della Direzione nazionale antimafia - fa si' che ci sia una particolare chiusura verso l'esterno e, quindi, una forte difficoltà a trovare persone disponibili a parlare. Non ci sono collaboratori di giustizia e i rapporti del clan sul territorio sono tali da proiettarsi verso varie forme di economia, tendendo ad acquisire spazi nel settore agroeconomico in particolare, ma anche legami con l'amministrazione pubblica". Alcune inchieste, conclude il magistrato, "hanno mostrato familiari di mafiosi assunti in vari Comuni o favoriti nelle certificazioni per partecipare ad appalti".

  • Guerra e pace in casa Muccino
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    AGI

    Guerra e pace in casa Muccino

    È una storiaccia dove si intrecciano dinamiche parentali, rivalità professionali, donne della discordia, film, libri, social, talk-show avidi di accuse truci, avvocati e tribunali, quella dei fratelli Muccino. Ricomposta (pare, sembra, chissà se durerà…) pochi giorni fa, quando con uno dei suoi abituali tweet il regista Gabriele, 52 anni, un nuovo film “Gli anni più belli”, in uscita il prossimo 14 febbraio (giornata dell'amore, sarebbe stato in effetti poco indicato oscurare la prima con poco idilliache cronache tribunal-familiari) ha annunciato di aver ritirato, all'inizio del dibattimento per diffamazione che vedeva imputato il fratello Silvio, 37 anni, la querela che quel processo aveva innescato.“Mi interessava che un giudice, con tutti i documenti alla mano, lo rinviasse a giudizio. E questo è accaduto. Non mi interessa la sua condanna. Chiudo così questa parentesi triste e insensata” ha cinguettato Gabriele beccandosi non poche critiche (la più gentile quella di intasare i tribunali a spese dei contribuenti) dai suoi follower.Alla sbarra Silvio ci era arrivato a causa delle sue accuse al fratello, consegnate nell'aprile del 2016 a L'Arena, il talk show su La7 di Massimo Giletti: “Gabriele è una persona violenta, ha colpito sua moglie con uno schiaffo perforandole il timpano”, lanciò lì la sua bomba l'attore-regista- scrittore raccontando che quattro anni prima suo fratello aveva malmenato l'allora moglie Elena Majoni, (oggi è sposato con Angelica Russo) perforandole pure il timpano.La confessione chez l'Arena era stata dettagliatissima: Silvio svelò che, chiamato davanti ai giudici per fornire la sua versione dei fatti, aveva reso una falsa testimonianza che gli pesava sulla coscienza: «Sono stato indotto a mentire e ho negato questo schiaffo davanti ai pm. La mia famiglia ha fatto figurare che fosse un incidente avvenuto in piscina. Scelsi la mia famiglia anziché la verità, non me lo sono mai perdonato, e ho fatto crac». Sodalizio e rotturaLa decisione di allontanarsi dalla famiglia, raccontò, era nata in quel momento (per Gabriele quattro anni prima). Prima di declinarsi nella storia da fratelli coltelli che oggi, perlomeno in tribunale, si è ricomposta, la loro era una bella storia fraterna cominciata 37 anni fa, con l'arrivo del bebè Silvio nella casa romana dove il quindicenne Gabriele doveva vedersela solo con la secondogenita Laura, oggi regina dei casting, e felicemente proseguita sul set, dove a 17 anni il piccolo di casa debuttò nel gioiellino “Come te nessuno mai”, diretto dal fratello con cui scrisse a quattro mani la sceneggiatura, per poi bissare la prova attoriale due anni dopo ne “L'ultimo bacio” e nel 2003, in “Ricordati di me”, ultimo film della premiata ditta Muccino and Muccino. Fine della collaborazione fraterna.Cinque anni dopo, nel 2008, iniziò la carriera da regista di Silvio con “Parlami d'amore”, film tratto dal libro che, attenzione, nel 2006 aveva scritto a quattro mani con Carla Vangelista, 65 anni, scrittrice e sceneggiatrice, nome cruciale di tutta questa storia. Due anni dopo, nel 2010 Gabriele si sfogò con La Repubblica svelando che da tre anni non vedeva più suo fratello (“Il cruccio più grande è che ho un fratello che si è isolato dalla famiglia e naturalmente da me, non risponde se cerco di contattarlo, non si fa vivo”). Cherchez la femmeChe cosa era successo? Cherchez la femme, Vangelista appunto, secondo la tesi del primogenito Muccino. Sui social Gabriele entrò nei particolari incolpando la sceneggiatrice di aver plagiato suo fratello, allontanandolo dalla famiglia. Il regista ci andò giù pesantissimo, definendola “improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento di un promettentissimo ragazzo e attore”. Rincarando la dose su Twitter (i panni sporchi i Muccino li lavano sui social e in tv) quando Silvio, dopo aver chiesto al fratello di smettere di considerarlo un burattino nella mani della sceneggiatrice, fece flop con la sua terza opera da regista, “Le leggi del desiderio”, scritto con Vangelista: “Il tuo film è di una signora che ti gestisce, come un ventriloquo il suo pupazzo, da un tempo ormai irreversibilmente lontano”.La signora comprensibilmente non ci passò sopra, lo querelò, gli chiese un sacco di soldi e nel 2016 il regista si esibì in pubbliche scuse, contenute in una lettera: “Voglio chiedere scusa pubblicamente alla Signora Carla Vangelista, collaboratrice da molti anni di mio fratello Silvio, a fronte di improprie esternazioni delle mie opinioni, nelle quali le attribuivo la responsabilità dell'allontanamento di Silvio da me e dalla mia famiglia”. Può bastare? No.Per comprendere la "Dinasty mucciniana", bisogna ricordare, a rischio di perdersi tra talk show e conduttori, che nel gennaio del 2015 Gabriele andò da Daria Bignardi alle “Invasioni barbariche”, dicendosi addolorato per l'allontanamento del fratello (“un lutto") ma pentendosi pure per aver reso pubblici, sui social i drammi di famiglia. Disse pure che il fratello minore, una volta attore si era messo in competizione con lui, trasformandosi in regista creando un corto circuito.Con sommo gaudio della Bignardi e dei suoi ascolti un mese dopo alle ‘Invasioni Barbariche' andò in onda la versione di Silvio: tornando sull'accusa di plagio del fratello “a una donna che nemmeno conosce e che non ha mai visto” il più piccolo dei Muccino si disse “violentato dalle affermazioni del fratello”. Il resto, dallo scoop sul timpano rotto consegnato a Giletti all'ultimo atto in tribunale è storia. Adesso non resta che aspettare un'intervista doppia in tv. Giletti and Co. si stanno già fregando le mani.

  • Salvo Veneziano, le prime parole dopo la squalifica: “Non ho ucciso”
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    Salvo Veneziano, le prime parole dopo la squalifica: “Non ho ucciso”

    Dopo la squalifica e il clamore, Salvo Veneziano è tornato sui social e ha ovviamente dedicato un post alla vicenda che lo ha visto protagonista.

  • Bambina 13enne incinta in Russia: amichetto di 10 anni presunto padre
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    Bambina 13enne incinta in Russia: amichetto di 10 anni presunto padre

    In Russia una bambina 13enne è rimasta incinta di un suo amico di 10 anni. La polizia però nutre dubbi sulla paternità e ha avviato delle indagini.

  • Addio a Pietro Anastasi, uno dei più grandi bomber degli anni '70
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    Addio a Pietro Anastasi, uno dei più grandi bomber degli anni '70

    È morto all'età di 71 anni Pietro Anastasi, il grande attaccante siciliano che negli anni '70 vinse tre scudetti con la Juventus e una Coppa Italia con l'Inter. Lo riferisce il sito del club bianconero. Brevilineo ma esplosivo, Anastasi faceva anche parte dell'Italia che conquistò l'europeo nel 1968 e in azzurro aveva totalizzato 25 presenze e 8 gol in Nazionale.Anastasi era malato di tumore dal 2018. Catanese di origine, si era affermato nel Varese. A vincere la corsa per averlo in squadra fu la Juventus, che nel 1968 investì 650 milioni, una cifra che per quei tempi era davvero notevole negli ambienti del calcio professionistico. Furono 8 anni di cammino in bianconero per Anastasi, il quale diede un contributo fondamentale per la conquista di tre scudetti, nei campionati 1971-72, 1972-1973 e 1974-1975, disputando inoltre le finali di Coppa delle Fiere, nel 1971, e Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale nel 1973.Con la maglia bianconera ha giocato 205 partite e segnato 78 gol. Poi, nel 1976, il passaggio all'Inter, che ai bianconeri dava Roberto Boninsegna, altro centravanti di spicco. In maglia nerazzurra Anastasi non ebbe lo stesso successo, però contribuì alla conquista di una Coppa Italia, nel 1978. Concluse a Lugano una carriera in cui ha disputato 338 gare in serie A, segnando 105 gol. È stato il secondo marcatore della categoria, nel 1968-1969, e il terzo nel 1969-1970 e 1973-1974.Appese al chiodo le scarpette, Anastasi intraprese brevemente la carriera da allenatore delle giovanili e quindi divenne commentatore televisivo. Nel 2018 gli era stato diagnosticato un tumore.

  • Scomparso a Palermo Andrea Amato: il paese si mobilita
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    Scomparso a Palermo Andrea Amato: il paese si mobilita

    Scomparso a Palermo Andrea Amato, un pensionato di 81 anni. Sul campo le forze dell'ordine e la protezione civile.

  • Harry e Meghan rinunciano al titolo di Altezze Reali
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    Harry e Meghan rinunciano al titolo di Altezze Reali

    Il principe Harry e Meghan non useranno più i loro titoli di Altezze Reali. Ad annunciarlo è una nota ufficiale di Buckingham Palace."Il Duca e la Duchessa del Sussex - si legge nella nota - sono grati a Sua Maestà e alla famiglia reale per il loro costante supporto mentre si imbarcano nel prossimo capitolo della loro vita. Come concordato in questo nuovo accordo, comprendono che sono tenuti a ritirarsi dai doveri reali, compresi gli appuntamenti militari ufficiali. Non riceveranno più fondi pubblici per doveri reali. Con la benedizione della Regina, i Sussex continueranno a mantenere i loro patrocini e associazioni private. Sebbene non possano più rappresentare formalmente la Regina, i Sussex - si legge ancora - hanno chiarito che tutto ciò che faranno continuerà a sostenere i valori di Sua Maestà". "I Sussex - spiega la nota - non useranno i loro titoli di Altezze Reali in quanto non sono più 'membri attivi' della Famiglia Reale. Il Duca e la Duchessa del Sussex hanno condiviso il loro desiderio di rimborsare le spese della Sovrana Sovvenzione per la ristrutturazione di Frogmore Cottage, che rimarrà la loro casa di famiglia nel Regno Unito. Buckingham Palace non commenta i dettagli delle disposizioni di sicurezza. Esistono processi indipendenti ben stabiliti per determinare la necessità di sicurezza finanziata con fondi pubblici. Questo nuovo corso - conclude la nota - entrerà in vigore nella primavera del 2020". L'annuncio è stato accompagnato da una dichiarazione con cui la regina Elisabetta si dice "dopo molti mesi di colloqui e più recenti discussioni", "compiaciuta perché assieme abbiamo trovato una strada per procedere costruttiva e solidale per mio nipote e la sua famiglia". "Harry, Meghan e Archie saranno sempre amatissimi membri della mia famiglia". "Riconosco - continua la Regina - le sfide cui sono stati confrontati come risultato di un continuo esame negli ultimi due anni e sostengo il loro desiderio di una vita più indipendente"."Voglio ringraziarli per tutto il lavoro svolto con dedizione attraverso questo Paese, il Commonwelth e oltre e sono particolarmente orgogliosa per il modo in cui Meghan è diventata con così grande rapidità una di famiglia", scrive ancora Elisabetta, che conclude: "E' auspicio della mia intera famiglia che l'accordo di oggi possa consentire loro di cominciare a costruire una nuova vita felice e pacifica".

  • E' autentico il Klimt ritrovato a Piacenza
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    E' autentico il Klimt ritrovato a Piacenza

    Non ci sono più dubbi sull’autenticità del 'Ritratto di signora' di Gustav Klimt, ritrovato lo scorso dicembre dal personale che eseguiva interventi di manutenzione straordinaria alla Galleria Ricci Oddi su incarico del Comune di Piacenza. L'annuncio è stato dato durante una conferenza stampa della polizia. "Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la città di Piacenza", commentano il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura, Jonathan Papamarenghi, rivolgendo "un sentito ringraziamento alla Procura e ai periti, agli inquirenti e alle forze dell’ordine che, in questi anni, non hanno mai abbandonato le indagini".  "Dopo la gioia per il ritrovamento da parte del signor Mohammed Abrjnaz e dei suoi colleghi – proseguono - le indiscrezioni contrastanti di questi giorni hanno alimentato ancor più la suspense su una vicenda che ha tratti misteriosi. Questa conferma è senza dubbio motivo di gioia per Piacenza e per l’Italia". "L’amministrazione comunale – assicurano - è ben pronta ad attuare tutte le iniziative per valorizzare al meglio l’importante ritrovamento, la stupenda Galleria che ne è casa e tutta la città: iniziative di carattere artistico e culturale, attività divulgative e modernissime performance virtuali che rendano Piacenza, a livello internazionale, meta obbligatoria". "Il grosso delle risorse che avevamo previsto per la realizzazione di numerosi progetti artistici per questo 2020 – aggiungono il sindaco e l'assessore - saranno, fin da subito, fatte convogliare su iniziative che dovranno vedere l’amministrazione a fianco delle altre istituzioni cittadine. Su questo quadro di uno dei fondatori del Secessionismo viennese, il grandissimo interesse, da sempre presente, è esploso a partire dalla data del suo ritrovamento, vedendoci immediatamente attivi per preparare il territorio al riscontro internazionale che lo aspetta ma anche per le non secondarie attività di promozione, tra cui il lavoro per la redazione di un importante libro – un romanzo – che ne valorizzi la storia e renda anche nazionalpopolare l’appeal dell’opera e di Piacenza".  "Notevole è infatti l’interesse – spiegano - da parte di editori nazionali, ma numerosi sono anche i registi cinematografici nel mondo che ci hanno contattato, in queste settimane, per lavorare su una così intrigante vicenda". Concludono gli amministratori comunali: "Questo ritrovamento vedrà pronto e in prima linea il Comune di Piacenza per rispetto - doveroso - dell’arte e della cultura, ma anche per valorizzare marcatamente la nostra città. Un grazie di cuore, pertanto, a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario risultato di importanza storica non solo per Piacenza ma anche per la storia dell’arte che viene finalmente risarcita dopo una grave perdita".

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    In vista del prossimo switch off del digitale terrestre, vediamo come fare per capire se il proprio televisore è compatibile oppure no

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    Whatsapp in incognito: come non farsi vedere online dai contatti

    Usare Whatsapp senza che i propri contatti vedano che si è online: ecco come fare azioni all'interno dell'app in incognito.

  • Louis Vitton si è comprato uno dei diamanti grezzi più grandi al mondo
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    Louis Vitton si è comprato uno dei diamanti grezzi più grandi al mondo

    È il più grande diamante grezzo al mondo dal 1905, delle dimensioni di una pallina da baseball color carbone: "Sewelo" fu scoperto nell'aprile 2019 in una miniera del Botswana, pesa 352 grammi e ha 1.758 carati. E adesso ha anche un proprietario: Louis Vuitton.Il brand del lusso lo ha acquistato per una cifra al momento tenuta segreta, ma che sarebbe, ha detto la casa francese al New York Times, di "milioni". Quanti? Un diamante di 813 carati, "Constellation", scoperto nel 2015, è stato venduto per 63 milioni di dollari, mentre un altro simile, scoperto nel 2016, "Lesedi La Rona", venne battuto all'asta da Sotheby's per 53 milioni. LUCARA COLLABORATES WITH LOUIS VUITTON TO POLISH BOTSWANA'S LARGEST DIAMOND Lucara Diamond has announced that it has entered into a collaboration with Louis Vuitton to polish the historic 1,758-carat Sewelô diamond recovered from Karowe...PushaBW pic.twitter.com/ejYRLo6WWH — Brand Botswana (@OfficialBrandBW) January 16, 2020Il valore del Sewelo, che in Botswana vuol dire "rarità", potrebbe essere più alto. "Al mondo ci sono meno di dieci persone - ha commentato Marcel Pruwer, ex presidente di Antwerp Diamond Exchange, compagnia che investe sui diamanti - che saprebbero cosa fare di una pietra simile o come tagliarla o in grado di mettere in vendita un diamante da 50 milioni di dollari"."Se compri un diamante come quello - ha aggiunto Jeffrey Post, esperto dello Smithsonian Institution - acquisti subito credibilità". Sewelo è destinato a diventare una "star" del settore, ma non a detenerne il primato: al momento è il secondo più grande di sempre, dietro al diamante "Cullinan", 3.100 carati, scoperto in Sud Africa nel 1905.Adesso per Vuitton, dopo l'acquisto, si apre la seconda fase, molto delicata: analizzare il diamante grezzo per capire il reale valore che avrà una volta lavorato. Per questo verrà realizzato un scanner capace di effettuare una "radiografia".Secondo gli esperti, Sewelo custodirebbe nel suo interno almeno un diamante puro ovale di 891 carati o diverse pietre che variano da 100 a 300 carati. In questo ultimo caso, le dimensioni record della pietra grezza non porterebbero automaticamente a una valutazione da primato, una volta lavorato. Per Vuitton sarebbe una beffa.

  • Sandro Ruotolo verso candidatura Senato
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    Sandro Ruotolo verso candidatura Senato

    E' sul nome del giornalista Sandro Ruotolo che stanno confluendo le forze di centrosinistra per la scelta del candidato alle elezioni suppletive nel collegio uninominale Campania 7 al Senato, corrispondente a parte del comune di Napoli. Lo confermano fonti Pd all'Adnkronos, spiegando che dopo la rottura consumata giovedì con il Movimento 5 Stelle, che ha deciso di presentare un proprio candidato (Luigi Napolitano) - scelto con un voto sulla piattaforma Rousseau - partiti e movimenti di centrosinistra hanno lavorato alla ricerca di un profilo che mettesse insieme tutte le forze che intendono sostenere il governo Conte II.  La candidatura di Ruotolo sarebbe sostenuta anche da Dema, il movimento politico fondato e presieduto dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, per il quale si era ipotizzato il nome dell'assessore alla Scuola del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri; ipotesi che verrebbe meno in caso di convergenza di tutte le forze sul nome del giornalista. ZINGARETTI - "È sicuramente una buona notizia" afferma il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in merito alla disponibilità di Ruotolo a candidarsi con un’ampia coalizione civica. "Un professionista riconosciuto - aggiunge - che ha segnato la storia del giornalismo di inchiesta, impegnato nel riscatto del Mezzogiorno. Una candidatura che allarga il campo delle forze progressiste, riformiste, ambientaliste, civiche, democratiche, rappresentando un importante passo in avanti nella direzione da noi auspicata”.