Gebhard (Svp): voto a 18 anni, bene uniformare Camera e Senato

Pol/Arc

Roma, 31 lug. (askanews) - "E' un passo positivo l'approvazione oggi da parte della Camera della proposta di legge costituzionale che riduce da 25 a 18 anni il diritto di voto per il Senato. Si interviene così sull'elettorato attivo dei componenti del Senato, uniformando Camera dei deputati e Senato della Repubblica". E' quanto dichiara Renate Gebhard, presidente dei deputati della SVP e del PATT, motivando il voto favorevole alla riforma delle Minoranze Linguistiche.

"Il diritto di elettorato attivo a 18 anni per il Senato risponde a ragioni di pari opportunità nella formazione della rappresentatività dei due rami del Parlamento, al di là della differente legge elettorale che dipende anche da chiare previsioni costituzionali sul ruolo delle Regioni. Le ragioni che fino ad oggi hanno differenziato in Italia l'elettorato attivo per la Camera e quello per il Senato hanno da tempo perso validità e ragion d'essere. Altro capitolo - aggiunge Gebhard - sarà discutere sull'età per essere eleggibili al Senato. Laddove in Europa la formazione della Camera alta non avviene per elezione indiretta, il diritto di voto ai diciottenni è un principio unanimemente riconosciuto. E' -conclude la Gebhard- un'ulteriore conferma del fatto che quando le leggi si aprono a maggiori opportunità, in questo caso in ordine al fondamentale diritto di voto, si va verso l'Europa e non ci isola dal contesto europeo. Ancor più importante ed è la ragione decisiva del nostro voto, questa riforma è un segnale di fiducia nella responsabilità e maturità dei giovani: non soltanto loro ma il Paese ne aveva bisogno"