Gelmini scuote Forza Italia: Berlusconi riprenda in mano partito

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Image from askanews web site
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Roma, 20 ott. (askanews) - Un cerchio magico che racconta "una parte della verità" a Silvio Berlusconi, che esclude i ministri di Forza Italia dai tavoli con il fondatore e presidente, che descrive la compagine governativa azzura come dei traditori "venduti a Draghi". È lo sfogo del ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, durante la riunione dei deputati di Forza Italia che ha eletto Paolo Barelli nuovo capogruppo, al posto del neo presidente della Calabria Roberto Occhiuto, eletto presidente della Regione Calabria.

"Berlusconi - ha detto Gelmini secondo quanto viene riferito - non ha potuto vivere in prima persona la stagione politica e gli eventi, se li è sentiti raccontare nel chiuso di Arcore e da palazzo Grazioli e secondo me, scusate se lo dico, ha avuto una parte della verità, una parte del racconto, non ha avuto una rappresentazione onesta e trasparente di quello che stava succedendo e nemmeno dai suoi collaboratori".

In particolare per quel che riguarda la delegazione al governo: "Gli è stato raccontato che siamo 'draghiani' e non berlusconiani, gli è stato raccontato che sulla giustizia non abbiamo fatto in Cdm il nostro dovere, gli è stato detto che ci saremmo venduti e che non siamo più berlusconiani e invece, proprio perchè amiamo Fi e non ci rassegniamo al declino che stiamo vivendo o reagiamo adesso o mai più. Sono qui da tanti anni e mi sento di essere profondamente berlusconiana, ma l'ultima stagione del berlusconismo, - non mi rappresenta e non rappresenta neanche Berlusconi".

L'auspicio di Gelmini è che Berlusconi "prenda in mano queste problematiche", anche perchè "se Berlusconi non tornerà a Roma più spesso e rinuncerà ad un confronto diretto e ascolta solo una parte, temo che questo partito non avrà un grande futuro e la cosa paradossale è che questo avverrebbe in una stagione in cui per noi non c'è una strada ma un'autostrada per tornare ad essere centrali". Sempre che si scelga la linea "di Mara Carfagna" piuttosto che "di altri", ovvero "una linea di centrodestra, moderata e che ha cultura di governo".

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