Gemelli siamesi separati con successo: operazioni chirurgiche che sembrano miracoli

Il primo caso noto di gemelli siamesi risale al 942 d.C., ma è solo da pochi anni che questi bambini hanno buone probabilità di sopravvivenza. Nel 1987 il neurochirurgo Benjamin Carson fu il primo a separare due gemelli uniti per il cranio.

Una equipe medica di 50 specialisti lavorò per 22 ore per dividere Patrick e Benjamin Binder, riuscendo a salvare entrambi. Anche se il primo caso di successo in assoluto è quello di Sherrie e Sharise Jones, nate il 15 giugno 1967 e separate il 13 novembre 1968 a New York. Erano unite fra di loro tramite l'addome. I rischi maggiori di queste operazioni sono nei casi di condivisione di un solo organo vitale, come il cuore e il fegato, e sono molto ardue anche le separazioni di gemelli uniti per il cranio. Il caso delle gemelline di Bologna era proprio uno di questi: un solo cuore e un solo fegato. Purtroppo non si è neanche potuti arrivare all'operazione, in quanto le bambine sono morte prima. In totale, si calcola che si verifichi un caso di gemelli siamesi ogni 50mila o 100mila nascite.

Ma come vivono questi bambini, e che cosa comporta la loro separazione a livello psicologico?
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