Gemme, applausi e stelle: le monete complementari viaggiano sui social

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Guadagnare con i social non è solo per influencer. Esistono molti modi per monetizzare i propri contenuti online, senza bisogno di farne un lavoro a tempo pieno - ma ovviamente dedicando il tempo necessario per farli spiccare. Alcune piattaforme nascono proprio con l’intento di fornire uno spazio per creativi per condividere con i propri fan, a pagamento, opere di vario genere. Patreon e Ko-Fi, ad esempio, hanno formule di abbonamento a vari livelli. Sono i creatori di contenuti a decidere chi ha accesso a cosa: contenuti esclusivi o personalizzati, anteprime, canali riservati per interagire con il content creator e con la community ristretta di sostenitori, dietro le quinte, video e tutorial che svelano segreti del mestiere.

Un po’ borderline è Onlyfans, una sorta di Instagram in cui si paga per visualizzare contenuti riservati, popolare tra istruttori di fitness e modelli che vendono video, foto e livestreaming, ma anche il regno di chi vuole guadagnare qualcosa postando su richiesta foto esplicite, data la mancanza di moderazione per i contenuti 18+. E chi non vuole esporsi troppo riesce a guadagnare buttandosi sui generi: gli account che vendono abbonamenti per foto di piedi nudi sono molto gettonati. Foto osè a parte, sono canali adatti anche per chi è alle prime armi e vuole monetizzare una passione: che siano disegni, creazioni all’uncinetto o allenamenti fitness. I vip, piccoli e grandi, possono sfruttare invece piattaforme come Cameo, che permettono di richiedere un videomessaggio personalizzato a pagamento, sia per uso privato che promozionale, o addirittura una videocall 1:1 con la propria star preferita. Ci si trova un po’ di tutto: atleti, musicisti, politici, persino influencer a quattro zampe. Alcuni artisti sfruttano il canale per raccolte fondi di beneficenza.

Per i comuni mortali, però, la strada più semplice resta quella dei social tradizionali. Anche Twitter di recente ha introdotto la possibilità di ricevere “mance” a supporto dei propri contenuti e attività grazie a TipJar: non una formula di abbonamento ma un libero sostegno da parte di chi apprezza il lavoro di un utente particolarmente attivo e interessante. TikTok ha un fondo dedicato a distribuire denaro a seconda delle performance di visualizzazione, in modo da incoraggiare la produzione di video coinvolgenti e virali. YouTube da parte sua offre una “revenue sharing” degli introiti pubblicitari (senza esborso per chi fruisce dei contenuti), o, a pagamento per gli utenti, l’attivazione abbonamenti e membership, o ancora la possibilità di comprare “applausi” virtuali da dedicare ai propri content creator preferiti, o di mettere in evidenza i propri commenti durante le dirette per essere notati.

Un funzionamento simile lo ha Twitch, dove gli utenti comprano “gemme” che possono distribuire come ricompensa o incoraggiamento ai creatori di contenuti. Su Facebook invece ci sono le Stars o più costosi Virtual Gifts, che si accompagnano alla possibilità di creare dei gruppi a pagamento che funzionano tramite membership, in cui visualizzare contenuti riservati. Instagram invece non redistribuisce introiti dalle pubblicità né dà la possibilità di lasciare mance, ma se si ha un po’ di seguito è piuttosto facile essere contattati da aziende che propongono post o storie sponsorizzate in cambio merce o a pagamento, o anche di rivendita di prodotti esclusivi ai propri follower. A livello ancora meno impegnativo, ci sono i servizi di affiliazione: il pioniere del campo è Amazon, che permette a chiunque di creare un proprio account affiliato, generare dei referral link, e condividerli tra i propri seguaci sui social promuovendo determinati beni o servizi guadagnando una piccola percentuale.

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