Generale Camporini: "Azovstal non è strategica, Mariupol è in mano russa"

·2 minuto per la lettura

(Adnkronos) - “L’attacco all’Azovstal ha comportato diverse vittime anche fra i russi. E’ questo il motivo del cambiamento di atteggiamento di Putin, che si è reso conto, a causa delle perdite subite, che non vale la pena di insistere in questo tipo di operazione che da un punto di vista strategico non ha un gran senso”. Il generale Vincenzo Camporini commenta con l’Adnkronos la dichiarazione del presidente russo, fatta ieri assieme al ministro della Difesa Shoigu, di non voler attaccare l’acciaieria di Mariupol, dove si stima siano asserragliati duemila combattenti ucraini, mantenendola invece sotto stretto assedio. Per il resto, secondo l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, Putin ha avuto successo sulla costa del Mar d’Azov, che è ormai “nelle mani russe e quindi la saldatura fra la Crimea e l’oblast’ di Rostov è stata conseguita”.

“Mariupol è il successo che Putin può vantare – spiega Camporini - e che non può essere messo in discussione dai militari asserragliati nell’acciaieria e che possono essere tranquillamente ignorati, anche perché il focus dello scontro si è spostato nelle aree del Donbass che non sono ancora occupate dai russi e le cui forze sembrano essere particolarmente attive. Ci aspettavamo una grossa offensiva che ovviamente è condizionata dalla disponibilità di risorse. Quelle che sono arrivate dallo smantellamento dell’attacco a Kiev sono probabilmente troppo provate per essere schierate immediatamente e devono essere ricostituite, bisogna colmare il vuoto delle perdite sia umane che dei materiali. Quindi, se la Russia vuole fare dei progressi seri sulla linea di contatto del Donbass ha bisogno di tutte le risorse disponibili, comprese quelle che sono ancora a Mariupol”.

“Mariupol è conquistata – ribadisce il generale - Però, un contingente non irrilevante di militari potrebbe in ogni caso costituire un problema, perché una sortita dall’acciaieria è sempre possibile, il che può poi ridurre il livello di controllo del territorio. Ma si tratta di un fatto secondario, dato che l’obiettivo strategico in quell’area è stato conseguito, e bisogna in qualche modo cercare di gestire il problema dall’altra parte che è invece lungi dall’essere risolto. Attualmente c’è un tentativo di penetrazione russo da nord partendo da Izium e che finora ha conseguito risultati molto modesti, messi in crisi dalla reazione ucraina, e l’esito di questa operazione non è affatto scontato”.

(di Cristiano Camera)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli