Generale Jean: "Se Azovstal resiste, dichiarare che Mariupol è conquistata è semplice propaganda"

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(Adnkronos) - “E’ soltanto propaganda affermare come fa Putin che Mariupol è conquistata, anche alla luce del fatto che l’acciaieria Azovstal resta in mano agli ucraini. La dà per presa perché verosimilmente ritiene di avere tempo a disposizione per farlo. Ma vuol dire anche che il 9 maggio Putin non farà la sfilata in città”. All’indomani della dichiarazione del presidente russo assieme al ministro della Difesa Shoigu, di non voler attaccare l’acciaieria Azovstal, dove si stima siano asserragliati duemila combattenti ucraini, mantenendola invece sotto stretto assedio, il generale italiano Carlo Jean, parlando con l’Adnkronos, dichiara che, “pur essendo difficile entrare nella testa di Putin, ci possa essere effettivamente la volontà di costringere alla resa, attraverso il blocco, i militari ucraini, obbligati a farlo prima che muoiano di fame e di stenti”.

La seconda possibilità, secondo Jean, è che “Putin abbia voluto recuperare il più possibile uomini e mezzi che erano impiegati a Mariupol per impiegarli in altri attacchi nel Donbass, dove sembra che le forze russe incontrino notevoli difficoltà, dato che la loro superiorità numerica non è così schiacciante rispetto alla volontà di resistere degli ucraini, che con le nuove armi che hanno a disposizione, in particolare i Javelin anticarro americani e i droni ‘kamikaze’, stanno infliggendo loro grosse perdite. La tenaglia che doveva circondare le forze ucraine è praticamente ferma e quelle russe sono obbligate a combattimenti frontali in cui dimostrano tutte le carenze sia d’addestramento che logistiche, le stesse che avevano portato al disastro dell’offensiva su Kiev”.

“Azostal è una città nella città - spiega ancora il generale ed esperto di strategia militare - ed entrare nei sotterranei per stanare i difensori è difficile. Bisogna vedere quante uscite ci sono, perché il reggimento Azov è sicuramente ben posto e se ci sono molte uscite cercheranno di contrattaccare e di mettere a mal partito le forze russe. Sembra inoltre che la resistenza non sia soltanto nell’acciaieria - aggiunge - ma in diversi punti della città, anche se vedo difficile un attacco dell’esercito ucraino su Mariupol, dato che dovrebbe agire con un complesso di forze troppo grosso per poter sfuggire, con le linee di comunicazione occupate, all'intercettazione russa”.

(di Cristiano Camera)

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