Generazione Botox, è boom di filler tra gli under 18: "I genitori li credono regali come altri"

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- (Photo: Robert Daly via Getty Images)
- (Photo: Robert Daly via Getty Images)

Intere generazioni distrutte dai filler. È questo lo scenario che l’attrice Jamie Lee Curtis ha dipinto in un’intervista rilasciata proprio nei giorni in cui l’Inghilterra sceglie di vietare con una legge - ilBotulinum Toxin and Cosmetic Fillers (Children) Act - gli interventi di medicina estetica agli under 18 per porre un argine al fenomeno dei “baby ritocchi”.

I numeri del fenomeno inglese sono importanti e questo spiega l’urgenza della legge: soltanto l’anno scorso in Inghilterra sono stati 41 mila gli interventi con il botox sugli adolescenti. Mentre per le procedure con filler si parla di quasi 30 mila casi riguardanti minori, registrati nel 2017 secondo gli ultimi dati disponibili. I promotori della legge hanno chiesto anche a Galles, Scozia e Irlanda del Nord di attuare misure simili in modo da evitare eventuali “viaggi della bellezza” da parte degli inglesi, soprattutto ragazze. Viene inoltre sottolineato che il provvedimento emanato presenta alcune limitazioni: esso, infatti, non copre altre procedure estetiche come i fili di trazione, a cui si ricorre per ottenere il cosiddetto foxy eye effect (“effetto occhio di volpe”), ovvero l’occhio dall’aspetto allungato tanto in voga sui social network.

Come se non bastasse, nel Regno Unito sono stati segnalati numerosi casi di procedure eseguite da personale senza formazione professionale adeguata che hanno causato danni più o meno gravi ai pazienti, sia minorenni che maggiorenni (come infezioni, ematomi e sieromi).

Ma qual è la situazione “baby ritocchi” in Italia? Nel nostro Paese per le under 18 è previsto il divieto di interventi di chirurgia estetica particolarmente invasivi, come la mastoplastica additiva per aumentare il seno. Ma quando si tratta di trattamenti di medicina estetica, considerati più ‘soft’ (filler compresi), le maglie possono allargarsi.

“Va specificato che nessun medico è autorizzato a effettuare alcun trattamento su un minorenne senza il consenso informato firmato da entrambi i genitori e che i professionisti seri evitano di trattare pazienti in così giovane età, a meno che non ci siano condizioni di reale necessità”, dice all’HuffPost il dottor Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime).

Lo specialista prosegue sottolineando che “i numeri inglesi sono allarmanti: vietare gli interventi agli under 18 è stata una scelta più che saggia. Per fortuna, in Italia la situazione è sotto controllo e le cifre non sono di certo così elevate. Probabilmente noi medici estetici siamo stati in grado di cogliere le avvisaglie del fenomeno, arginandolo in tempo: già nel 2015, noi di Sime avevamo discusso dell’aumento delle richieste di trattamenti di medicina estetica da parte degli adolescenti. Per questo abbiamo voluto subito approfondire il tema, dialogando con psicologi, psichiatri e pediatri”.

Cosa è emerso dal confronto? Il dottor Bartoletti afferma che si era giunti “alla conclusione che le crescenti richieste fossero legate alla sempre maggiore pervasività dei social network. I piccoli pazienti volevano cercare di migliorare il proprio aspetto attraverso la medicina estetica per conformarsi a determinati standard”. D’altronde, lo stesso Instagram da due anni ha deciso di limitare i post che trattano di perdita di peso e chirurgia estetica per gli utenti che hanno meno di 18 anni: l’intento, anche in questo caso, è arginare l’ossessione per la “faccia da selfie” o “da Instagram” delle giovani generazioni.

Quali sono i limiti di trattamento sugli adolescenti in Italia? “Coi colleghi della Società Italia di Medicina Estetica ci riserviamo di trattare esclusivamente giovanissimi che hanno effettivamente bisogno di interventi estetici. Ovvero: pazienti affetti da malformazioni, che hanno avuto incidenti o traumi, o che presentano asimmetrie importanti del volto”, dice il presidente Sime. “Purtroppo - aggiunge Bartoletti - ci sono anche rari casi di medici che acconsentono ad effettuare trattamenti su adolescenti, dietro il consenso dei genitori. Per questo è importante educare i papà e le mamme, fargli capire che la medicina estetica non può essere un regalo come un altro”.

Lo specialista sottolinea che “gli adolescenti possono ricorrere alla medicina estetica, ma in altri modi: magari facendo un check-up cutaneo, effettuando un controllo della circolazione degli arti inferiori, ricevendo consigli per un’armonizzazione muscolo-scheletrica attraverso la scelta dell’attività fisica più adatta. Cose che aiutano i giovani pazienti a crescere meglio”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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