Generazione Z: un report McKinsey prepara le fintech al nuovo che avanza

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Gen Z, iGen, Post-Millennial, Zoomer, come li si voglia chiamare i giovani nati tra il 1997 e il 2010, sono un popolo in cammino. Quanto basta per cominciare a entrare sotto i radar delle aziende fintech e dei report che ne analizzano i comportamenti. True Gen: Generation Z and its implications for companies di McKinsey apre, in questo senso, uno spaccato sulla Generazione Z e sulle sue propensioni, a partire dalla sensibilità etica. Parliamo, infatti, dell'avanguardia delle proteste contro il cambiamento climatico, di una fascia d'età già in prima linea per quello che riguarda la comprensione dell'impatto che avrà il mondo di oggi sul loro futuro: in questo senso, il 70% degli intervistati ha affermato che opererà attraverso servizi finanziari etici e proposti da aziende che considerano etiche. La generazione Z intende, in sostanza, sapere esattamente dove va a finire il proprio denaro e sta sviluppando una propria dimensione etica personale attorno a cui investire le proprie finanze.

Un altro aspetto a cui le aziende fintech dovranno fare attenzione rapportandosi con questi giovani riguarda la consapevolezza dell'alfabetizzazione tecnologica da essi raggiunta: i servizi tradizionali delle banche, per esempio, non sono più nemmeno un ricordo per una generazione che ha cominciato a prendere la propria paghetta tramite carte regalo online o tramite app e portafogli digitali. È già consueto, per esempio, osservare ragazzi molto giovani il sabato pomeriggio uscire con gli amici e pagare il gelato attraverso una propria carte di credito. Mentre per le generazioni meno giovani, le carte non sono mai state qualcosa a cui accedere fino al raggiungimento dell'indipendenza economica, le aziende fintech si trovano davanti ora, per la prima volta, ragazzi molto giovani con accesso immediato a tutte le tecnologie di pagamento.

Dopo una generazione, quella dei millenial, che si rivela ancora oggi molto propensa a spendere tutto ciò che ha a disposizione, il report mostra come gli Z siano più indirizzati a sviluppare situazioni di risparmio, questo già a 11 o 12 anni. Le fintech devono perciò relazionarsi con una generazione parsimoniosa e che ha conoscenze sviluppate della propria situazione finanziaria. Inoltre, si sa, la generazione Z è social e punta a un dialogo aperto con le aziende con cui interagisce, soprattutto esprime il bisogno di avere contatti diretti e risposte immediate alle proprie richieste.

Ma, mentre si ragiona sugli Z, c'è già una nuova generazione che si prepara. I nati dal 2010 in poi, ovvero la Generazione Alpha, cresceranno con fratelli maggiori Z e genitori millennial proponendo nuove dinamiche tecnologiche ancora tutte da comprendere ma sulle quali le aziende fintech cominciano già a ragionare.