Generi musicali poco conosciuti, di nicchia e di difficile ascolto

Fulvio Nebbia


Non tutti i generi musicali raggiungono un grande pubblico. Alcuni sono costituzionalmente nati per venire incontro a delle minoranze o per essere ostili alla massa. Altri affondano le radici in tradizioni antiche e riti secolari e vengono poi scoperti e integrati all'interno della musica pop e rock da musicisti famosi.
In una rapida panoramica che tocchi un po' tutti i continenti, possiamo partire dal Nord Africa e dalla musica gnawa, tipica dell'omonima popolazione, presente soprattutto in Marocco, proveniente dall'Africa subsahariana. Una musica ipnotica, il cui intento è quello di portare l'ascoltatore a uno stato di trance e caratterizzata dalla ritmica del sintir (uno strumento tipico) e da canti ad antifona. Nata come musica sacra, accompagnata da danze, in grado di evocare forze spirituali per combattere il male e le malattie, ha cominciato recentemente a uscire dal suo ambiente tradizionale e, non senza suscitare polemiche da parte dei puristi, entrare in musiche commerciali e popolari.

Di origine del Ghana è invece l'hip life, genere sorto all'inizio degli anni '80 che fonde l'hip hop, l'high life, il reggae e la musica africana tradizionale, molto popolare nella zone di Accra, in Ghana, e tra le comunità di immigrati originari dell'Africa occidentale soprattutto negli USA, in Inghilterra, Olanda e Germania.
Influenzato invece dai suoni dell'India è il raga rock, un genere che fonde elementi della musica tradizionale indiana con il rock e che ha avuto una certa popolarità negli anni '60, soprattutto grazie ai Beatles e al brano "Norwegian wood (this bird has flown)" dall'album "Rubber soul" del 1965, che fu la prima canzone pop a utilizzare il sitar. Successivamente, gli album "Fifth dimension" (1966) e "The notorius byrd brothers" (1968) del gruppo californiano Byrds aderirono a questo genere.
Un genere che invece non può più essere considerato di nicchia è il cosiddetto j-rock, ovvero la versione giapponese del rock (e del pop), i cui interpreti, famosissimi in patria, cominciano a conquistare anche platee internazionali.

Attraversando il Pacifico, giungiamo negli Stati Uniti, patria del rock e dell'hip hop, entrambi generi di enorme successo, che hanno dato origine a una serie pressocchè infinita di sottogeneri e reinterpretazioni più o meno popolari. Tra tutti possiamo citare, per esempio il nerdcore rap (o geeksta rap), la cui specifica connotazione è contenuta nei testi, che trattano esclusivamente tematiche legate ai cosiddetti nerd, dai computer, alla scienza a Star Wars. L'artista più rappresentativo della corrente è MC Frontalot, ma nessun album nerdcore rap è uscito distribuito da una major, essendo il genere principalmente diffuso attraverso internet, in mp3. Altre declinazioni non troppo popolari al di fuori dei confini di origine dell'hip hop sono poi l'homo hop (sviluppatosi verso la fine degli anni '90 e che tratta tematiche GLBTQ), il country rap (genere però riscontrabile anche nelle sonorità di alcuni artisti di grande successo, come ad esempio Kid Rock) e l'horrorcore, ovviamente incentrato su tematiche e iconografia horror e con basi spesso tratte dalle colonne sonore di film dell'orrore.


Addentrandoci nel lato oscuro della musica, non possiamo non citare i figli più maledetti di un genere già di per sé maledetto come il rock. Il black metal è ormai un genere, se non proprio popolare, per lo meno conosciuto dai più, grazie anche al successo di gruppi come Dimmu Borgir e Cradle of Filth, per non parlare delle storie di cronaca nera che negli anni '90 hanno visto protagonisti molti degli esponenti norvegesi di questo tipo di musica, appartenenti al presunto inner circle, e in particolare Varg Vikernes, fondatore e unico componente dei Burzum, condannato per l'omicidio di Euronymous, a sua volta leader dei Mayhem. Altrettanta popolarità non si può certo dire che abbia avuto l'unblack metal (o christian black metal) corrente musicalmente identica alla prima ma con testi che trattano tematiche cristiane e bibliche, laddove il fratello maggiore si pone come il nemico numero uno del cristianesimo, inneggiando, a seconda dei gruppi in questione, al paganesimo, al satanismo o al culto dell'individualità. D'altronde anche l'heavy metal classico contiene al suo interno una corrente esplicitamente "christian" (inaugurata dai californiani Stryper), che però è sempre stata largamente minoritaria.

E al confine tra metal (nella sua versione più estrema del death metal) e hardcore punk si colloca il grindcore, genere connotato da rabbia e velocità, nato alla fine degli anni '80 nel Regno Unito e portato al successo da band di culto come i Napalm Death (connotati da testi fortemente politici e sociali, sostenitori di idee anarchiche e nichiliste e autori della canzone più breve della storia, "You suffer" 1, 3 secondi, contenuta nell'album seminale "Scum" del 1987), gli altrettanto politicamente impegnati Extreme Noise Terror e i Carcass, fautori invece di una musica, almeno nei primi lavori, incentrata su tematiche splatter e macabre. Il grindcore non può certo essere definito un genere sconosciuto, per quanto di nicchia, dal momento che è ormai anzi un genere "storico" della musica estrema. Meno noti possono invece risultare altri sottogeneri ancora più estremi, da esso derivato o che ne hanno fuso gli elementi con la techno hardcore, come ad esepio lo splittercore, la cybergrind e lo speedcore, sviluppatisi principalmente nell'Europa del nord, in Germania e nei Paesi Bassi, e suonate per lo più durante i rave party.










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