Genitori che divorziano, che tipo di sentimenti provano i figli?

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conseguenze del divorzio sui bambini
conseguenze del divorzio sui bambini

Molti genitori pensano che la separazione riguardi solo loro. In realtà, tutto ciò non è vero, se ci sono di mezzo i figli. Nonostante si presti loro poca attenzione, soffrono per il divorzio, le discussioni, i malintesi e tutto ciò che deriva dalla rottura. Naturale è, quindi, che questa situazione delicata abbia delle conseguenze su tutti i membri della famiglia. Quali sono gli effetti psicologici del divorzio sui figli? Cerchiamo di capire come i più piccoli tendono ad affrontare la separazione dei genitori e cosa è opportuno che facciano questi ultimi.

Gli effetti psicologici del divorzio sui figli

Il divorzio fa male ai genitori, ma sono soprattutto i figli a soffrirne di più, con conseguenze sul piano affettivo-comportamentale durante la fase della crescita. D’altronde, la separazione dei genitori è per i figli un grande lutto su più livelli: muore l’idea di famiglia, il senso di appartenenza, l’illusione del per sempre, il senso di protezione, la leggerezza. Durante e dopo il divorzio, sempre più spesso, bisogna crescere in fretta, imparare ad autoconsolarsi, a badare a se stessi. Non è un caso, infatti, che molti bambini con genitori divorziati finiscano per avere problemi a scuola, che alcuni comincino ad assumere alcol e droghe precocemente o che smettano di comunicare con i cari. I bambini soffrono quanto i genitori e anche di più, proprio perché vedono che una delle prime relazioni che hanno come punto di riferimento fallisce.

Gli effetti psicologici del divorzio sui figli hanno un’origine multifattoriale e le variabili possono essere suddivise in due categorie:

  • contestuali, quali la storia familiare, il cambiamento della struttura familiare, la conflittualità manifesta o latente tra gli ex coniugi, la qualità dei rapporti tra il bambino e ogni singolo genitore;

  • psicologiche e individuali, come l’età, il temperamento e la struttura di personalità del bambino, la capacità di recuperare un proprio equilibrio dopo le avversità.

I disagi psicologici in base all’età del bambino

La separazione dei genitori è vissuta dal bambino con una miscela di emozioni che toccano il senso di abbandono, la rabbia, la frustrazione, l’impotenza, sentimenti simili al dolore provato di fronte alla morte di una persona cara. In questi momenti, i bambini sperimentano un profondo senso di solitudine, un isolamento legato alla difficoltà di rivolgersi all’adulto, completamente assorbito dal conflitto.

I disagi psicologici che possono essere considerati normali reazioni all’evento traumatico della separazione, diversificano a seconda dell’età.

0 – 3 anni

I bambini sono più protetti dalle conseguenze immediate, sempre che venga loro garantita una relazione di attaccamento stabile almeno da uno dei genitori. Possono reagire con evidenti regressioni comportamentali: disturbi del comportamento, perdita del controllo degli sfinteri, suzione del pollice.

3 – 6 anni

I bambini appaiono molto confusi e insicuri per quanto riguarda i cambiamenti nella loro vita familiare. Alcuni si aggrappano alla speranza che i genitori possano tornare insieme e si creano delle fantasie per trovare conforto in esse. Altri bambini avvertono rabbia e aggressività connessa al senso di perdita e di rifiuto che possono reprimere o manifestare nei confronti degli altri, mordendo i compagni di scuola e distruggendo oggetti.

6 – 10 anni

I bambini in questa fase acquistano maggiore coscienza delle cause e delle conseguenze della separazione ed è più facile che si schierino dalla parte di uno dei genitori in conflitto. Possono manifestare diverse reazioni: profondo senso di perdita, rifiuto, vulnerabilità e solitudine, sentimenti di vergogna, risentimento per il comportamento dei genitori, forte rabbia e scatti d’ira, dolore e tristezza intensa, sintomi somatici.