I genitori di Alice Scagni hanno sporto denuncia contro lo Stato

Alice e Alberto Scagni
Alice e Alberto Scagni

I genitori di Alice e Alberto Scagni hanno deciso di sporgere denuncia contro lo Stato per omissione di atti d’ufficio, nella convinzione che questo omicidio poteva essere evitato con interventi tempestivi.

Omicidio Alice Scagni, i genitori sporgono denuncia contro lo Stato

Antonella Zarri e Graziano Scagni, i genitori di Alice e Alberto Scagni, hanno deciso di sporgere denuncia contro lo Stato per omissione di atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro delitto, tramite l’avvocato Fabio Anselmo. La denuncia è contro la rete statale, ovvero la ASL3 Struttura di Salute Mentale, gli agenti del 112, i Vigili Urbani che per primi si sono recati a casa di Alberto Scagni e la Questura di Genova, con l’accusa di mancato intervento nonostante le numerose segnalazioni sulla pericolosità dell’uomo. Alberto Scagni soffriva di problemi psichici e la stessa struttura della Salute Mentale aveva suggerito ai genitori di intervenire con un trattamento sanitario obbligatorio. Le continue chiamate al 112, di cui una risale al giorno stesso dell’omicidio, non sono servite.

I dettagli della denuncia

La denuncia è arrivata dopo l’apertura di un fascicolo contro ignoti riguardante le “possibili omissioni” da parte delle forze dell’ordine. “L’omicidio poteva essere evitato. Allo stato degli atti, non si può non considerare il dolo degli autori dell’omissione rispetto ai fatti avvenuti il 1 maggio scorso. I genitori di Alberto e Alice Scagni hanno chiesto l’intervento della forza pubblica affinché fosse impedito al figlio di fare del male alla sorella: le forze dell’ordine non hanno assunto alcuna iniziativa” ha scritto l’avvocato Anselmo, che ha sottolineato che il TSO non richiede una denuncia. “Non si capisce perché, a fronte degli allarmi ricevuti, la dottoressa informata dei fatti abbia aspettato di parlare con il suo primario prima di programmare la convocazione di Alberto per una visita il 2 maggio. Non è chiaro perché non abbia proceduto direttamente” ha continuato il legale.