Genitori di Renzi, rinvio a giudizio: la richiesta della Procura di Firenze

Genitori di Renzi rinvio a giudizio

La procura di Firenze ha chiesto un nuovo rinvio a giudizio per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, accusati di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. I due sono già stati raggiunti da una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Firenze in data 7 ottobre 2019. Il processo era relativo all’emissione di due fatture false da parte della Party srl (da 20mila euro più Iva) e della Eventi 6 Srl (140mila euro più Iva), società da loro gestite.

Genitori di Renzi: rinvio a giudizio

Il procuratore ha chiesto il processo anche per altri 16 imputati, tra cui l’imprenditore Mariano Massone e Roberto Bargilli, l’ex autista del camper di Matteo Renzi durante le primarie del 2012. Ha poi fissato l’udienza preliminare per il 9 giugno 2020.

L’inchiesta riguarda la gestione di tre cooperative amministrate di fatto dai due coniugi dedite al volantinaggio e alla distribuzione di materiale pubblicitario, vale a dire Delivery, Europe Service e Marmodiv. Secondo l’accusa i genitori del leader di Italia Viva ne avrebbero provocato il fallimento di dopo essersi impadroniti in maniera illecita di diversi milioni di euro.

Inoltre, secondo le accuse, nel bilancio del 2017 della Marmodiv avrebbero fatto figurare crediti per fatture da emettere, in realtà inesistenti, per un importo di oltre 370mila euro in modo da mascherare le perdite. Per questo sono imputati anche il presidente del Consiglio di amministrazione della società e il suo amministratore di fatto dal 15 marzo 2018. In più Tiziano Renzi, facendosi aiutare da Mariano Massone, avrebbe ritardato la dichiarazione di fallimento della coop stipulando un contratto di cessione di ramo d’azienda alla Dmp Italia. Anche il titolare di quest’ultima dovrà rispondere a processo.