Genitori Renzi, 1 giugno prima udienza processo

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I coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell'ex premier e attuale leader di Italia Viva Matteo Renzi, a processo per i reati di bancarotta fraudolenta per il crac di tre cooperative a loro riconducibili ed emissione di fatture false. Il decreto che dispone il rinvio a giudizio, è stato emesso questa mattina dal giudice dell'udienza preliminare, Giampaolo Boninsegna. La prima udienza è fissata davanti al collegio A del Tribunale di Firenze per il 1° giugno, con inizio alle ore 9.

Nello stesso procedimento sono imputate altre 16 persone, tutte rinviate a giudizio, accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta e emissione di false fatture. Lo scorso 3 marzo, in apertura dell'udienza preliminare, il pm Luca Turco aveva depositato una memoria integrativa di 40 pagine per rafforzare l'accusa nei confronti degli imputati. Per i reati loro contestati nel febbraio 2019 Renzi senior e la moglie erano finiti agli arresti domiciliari (la misura venne poi revocata dal Tribunale del Riesame dopo 18 giorni).

Il nuovo processo che i coniugi Renzi senior dovranno sostenere riguarda il fallimento delle cooperative 'Delivery Service Italia', 'Europe Service' e 'Marmodiv', che si occupavano in particolare di volantinaggio e distribuzione di materiale pubblicitario. Secondo le accuse della Procura di Firenze, Tiziano Renzi e Laura Bovoli sarebbero stati amministratori di fatto delle tre coop, tramite persone di fiducia o comunque condizionando le decisioni prese all'interno delle stesse società dedite in particolare al volantinaggio e alla distribuzione di materiale pubblicitario.

Oltre ai genitori dell'ex premier, tra gli imputati dell'udienza preliminare figuravano i legali rappresentanti delle cooperative coinvolte, componenti dei cda e imprenditori.

L'indagine era partita dalla 'Delivery Service Italia', cooperativa dichiarata fallita a giugno 2015 e di cui Tiziano Renzi e Laura Bovoli sarebbero stati, per la Procura, amministratori di fatto fino a giugno 2010. In questo caso secondo le accuse i due coniugi, con altri - tra cui Roberto "Billy" Bargilli, l'autista del camper di Matteo Renzi per le primarie per la segreteria del Pd del 2012 e in passato nel cda della cooperativa - avrebbero cagionato "il fallimento della società per effetto di operazione dolosa consistita nell'aver omesso sistematicamente di versare gli oneri previdenziali e le imposte, o comunque, aggravando il dissesto".

Per quanto riguarda la 'Europe Service', fallita ad aprile 2018, invece i coniugi Renzi - considerati dalla Procura "amministratori di fatto fino a dicembre 2012" - sono accusati con altri di aver sottratto "con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e di recare pregiudizio ai creditori, i libri e le altre scritture contabili". C'è poi il caso della 'Marmodiv', cooperativa fallita con sentenza del Tribunale di Firenze il 20 marzo 2019. La bancarotta fraudolenta in questo caso viene contestata oltre che a Tiziano Renzi e Laura Bovoli, anche a Giuseppe Mincuzzi "presidente del cda fino al marzo 2018" e a Daniele Goglio "amministratore di fatto fino a marzo 2018" della 'Marmodiv'.

Per il pm Luca Turco, i quattro indagati "concorrevano a cagionare il dissesto della società esponendo, al fine di conseguire un ingiusto profitto, nel bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017, approvato dall'assemblea dei soci il 27 giugno 2018 nell'attivo patrimoniale, crediti per 'fatture da emettere' non rispondenti al vero per un importo superiore a 370 mila euro, così iscrivendo a conto economico maggiori ricavi ed evitando di evidenziare una perdita d'esercizio".

Così, continua il capo di imputazione formulato dalla Procura fiorentina, "Renzi, Bovoli e Mincuzzi - presidente del consiglio di amministrazione fino al 15 marzo 2018 - erano in grado di 'cedere' all'amministratore di fatto Daniele Goglio la cooperativa ormai fortemente indebitata e Goglio poteva tenere la condotta distrattiva contestata". Per la Marmodiv i coniugi Renzi, con altre sei persone, sono accusati anche di aver emesso alcune fatture "per operazioni... in parte inesistenti" "al fine di consentire alla 'Eventi 6' l'evasione delle imposte sui redditi". La Eventi 6 (di cui erano socie la mamma e le sorelle di Renzi, estranee all'indagine della Procura), si occupava della distribuzione di volantini e giornali.

Il 7 ottobre del 2019 il Tribunale di Firenze ha condannato in primo grado a un anno e nove mesi di reclusione (pena sospesa) Laura Bovoli e Tiziano Renzi e a due anni l'imprenditore Luigi Dagostino al termine del processo per due fatture false emesse dalla Party srl (da 20mila euro più Iva) e alla Eventi 6 srl (140mila euro più Iva), società imprenditoriali gestite dai genitori del leader di Italia Viva. Dagostino era accusato, oltre che di fatture false, anche di truffa aggravata, perché avrebbe pagato i coniugi Renzi per lavori inesistenti.

"La decisione del gup era attesa visto il tipo di vaglio a cui è questo chiamato per legge. È però emerso già dalle carte la prova della infondatezza del castello accusatorio, il cui accertamento necessariamente dovrà avvenire in dibattimento. Confidiamo quindi di poter confutare la tesi inquisitoria in tale sede", ha spiegato l'avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi Renzi, dopo il decreto che dispone il rinvio a giudizio dei suoi assistiti.