A gennaio le prime valutazioni sui dipendenti che lavorano da remoto, con un sistema di incentivi per la produttività

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fabiana dadone pubblica amministrazione
fabiana dadone pubblica amministrazione

I sindacati si scagliano ancora una volta contro la la Ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, rea, secondo loro, di calcare troppo la mano con i lavoratori statali. Minacciano un nuovo sciopero dopo quello dello scorso 9 dicembre, per protestare contro “la mancanza delle necessarie risorse per lavorare in sicurezza, per avviare una vasta programmazione occupazionale e di stabilizzazione del precariato e per il finanziamento dei rinnovi CCNL Sanità Pubblica”.

Statali, Dadone: “Stop allo smart working”

In un’intervista al quotidiano Il Messaggero, la ministra Dadone ha fatto riferimento al decreto ministeriale Pola. In particolare, sotto accusa il passaggio che riguardo lo smart working. Qui, infatti, Dadone ha lasciato intendere che servano diversi sistemi per monitorare il lavoro dei dipendenti. Secondo la Fp Cgil, però, la ministra brandisce “lo smart working come premio o punizione”.

“Sono diversi gli obiettivi inseriti in una visione di insieme che comunque sta già dando i primi risultati concreti – ha detto la Dadone a il Messaggero -. Intanto, il digitale deve essere leva cruciale per una forte semplificazione, dunque puntiamo sulla reingegnerizzazione dei processi e dei flussi di lavoro, anche attraverso lo sviluppo e l’utilizzo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Poi ci sono i data hub per i servizi di interconnessione e lo scambio di informazioni tra le amministrazioni. Non possiamo nemmeno dimenticare il fascicolo digitale del dipendente pubblico, con la sua storia formativa e di servizio. Infine, la digitalizzazione servirà anche allo sviluppo organizzativo del lavoro agile e dei Poli territoriali avanzati come luoghi di co-working, formazione, scambio virtuoso di esperienze tra enti e selezione del personale”.