Genova, prende a martellate il padre di 62 anni: la confessione

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ucciso a martellate dal figlio
ucciso a martellate dal figlio

Mentre Genova inaugura il ponte San Giorgio (non senza i primi disagi), un nuovo delitto smuove la cronaca locale: un uomo di 62 anni è stato ucciso a martellate dal figlio, il quale dopo averlo colpito ha chiamato la polizia e confessato l’omicidio perpetrato.

Genova, ucciso a martellate dal figlio

L’uomo non ha rispettato il divieto di avvicinarsi ai due figli, così uno di loro ha deciso di farsi giustizia.

Pasquale Scalamandrè, autista di 62 anni, è stato ucciso nella casa di Bolzaneto, in via Garrone 14, dove vivevano i figli Alessio e Simone, rispettivamente 28 e 20 anni. La madre, Laura Di Santo, non è a Genova. Nell’appartamento l’uomo non sarebbe mai più dovuto tornare: era questa la decisione presa mesi fa, prima che scoppiasse l’emergenza coronavirus, quando la giustizia aveva allontanato il 62enne dai suoi figli a causa dei ripetuti maltrattamenti nei loro confronti.

La squadra mobile della polizia, guidata da Stefano Signoretti, indaga per chiarire l’esatta dinamica dell’omicidio. Da una prima ricostruzione, sembra sia stato il figlio maggiore a colpire a martellate il padre Pasquale, uccidendolo. E proprio lui, Alessio, avrebbe chiamato la polizia per rivelare quanto accaduto nella sua casa. Chiedendo l’intervenuto delle volanti, ha detto: “Venite, ho colpito mio padre”. Al loro arrivo, tuttavia, gli agenti di polizia non hanno potuto far altro che constatare il decesso di Scalamandrè.

Nell’appartamento, inoltre, hanno trovato diversi mobili rovesciati e suppellettili rotti, ma anche l’arma del delitto. I vicini hanno raccontato di aver visto i due ragazzi mentre venivano condotti in caserma. Tuttavia, dopo la telefonata, i fratelli pare abbiano fornito versioni differenti, raccontando alla polizia che il padre era caduto. Il fatto è ancora al vaglio degli agenti.