Genovese ai pm: violenza sessuale? Ero drogato e fuori di me

fcz
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Milano, 18 nov. (askanews) - "Ero drogato. E quando assumo droghe sono fuori di me, non sono più consapevole di ciò che faccio". Alberto Genovese, l'imprenditore di 43 anni in carcere dal 6 novembre scorso con l'accusa di aver drogato e violentato una ragazza di 18 anni durante una festa a base di sesso e droga organizzata nel suo maxi attico con vista sulla Madonnina del Duomo di Milano, lo ha ammesso davanti ai magistrati di Milano che lo hanno interrogato per oltre 4 ore in Procura. "Se ho fatto del male a quella ragazza non ho fatto una cosa bella", ha aggiunto il 43enne. L'imprenditore digitale, accusato di accusato di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e spaccio di droga, ha in sostanza ribadito al pm Rosaria Stagnaro, al procuratore aggiunto Letizia Mannella e al capo della Squadra Mobile Marco Calì di aver inziato a drogarsi 4 anni fa e di essere un dipendente dalla cocaina. Evidenziando non risconoscere il "disvalore" delle proprie azioni quando si trova sotto effetto di sostanze stupefacenti. La stessa argomentazione già sostenuta davanti al gip Tommaso Perna nell'interrogatorio di convalida: "E' stata una spirale che mi ha messo sempre più in difficoltà. Ogni volta che mi drogo ho alluncinzioni e faccio casino, faccio cose di cui non ho il controllo, spero di non aver fatto cose illegali e spero di non farle. Non ho percezione del limite esatto tra legalità e illegalità quando sono drogato", aveva fatto mettere a verbale davanti al giudice. E ancora: "Quando mi drogo non mi controllo. Nella mia percezione, noi eravano innamorati e stavamo trascorrendo una serata bellissima. L'alterazione della realtà causata dalla quantità di droga che ho assunto è paradossale". La linea difensiva dell'imprenditore, noto per aver fondato la startup Facile.it (società da lui stesso ceduta nel 2014) non è insomma mutata. Le indagini, basate sul racconto dei testimoni presenti ai festini e sulla visione dei filmati delle circuito di videosorveglianza dell'appartamento, proseguono per accertare altri eventuali casi di violenza a carico del 43enne e per verificare possibili condotte di favoreggiamento da parte di amici, collaboratori e personaggi del suo entourage che potrebbero averlo coperto o aiutato.