Genovese: pm Milano pronti a sentire persone del suo entourage

fcz
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Milano, 11 nov. (askanews) - Alcuni collaboratori di Alberto Genovese e altri personaggi del suo staff saranno convocati come testimoni in Procura a Milano. E' il prossimo passaggio dell'inchiesta milanese che ha portato all'arresto dell'imprenditore 43enne, accusato di aver drogato e stuprato una 18enne durante un festino organizzato nel suo maxi attico di lusso con vista sulla Madonnina del Duomo. Le audizioni sono previste nei prossimi giorni e serviranno agli inquirenti milanesi non solo a definire il quadro complessivo delle accuse nei confronti dell'imprenditore, accusato di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e spaccio di droga, ma anche per verificare se Genovese - che dopo l'arresto ha ammesso di essere dipendente dalla cocaina - in passato abbia violentato altre ragazze oppure se sia stato 'coperto', protetto e aiutato da personaggi del suo entourage che, in questo caso, rischierebbero un'accusa di favoreggiamento. Non è escluso che, tra gli altri, il pm Rosaria Stagnaro convochi a testimoniare anche il bodyguard che, secondo quanto finora ricostruito, aveva il compito di sorvegliare la stanza padronale di Genovese dove sarebbe avvenuta la violenza a danno della 18enne, impendendo alle amiche della vittima di entrare. Gli accertamenti investivi riguarderanno anche l'analisi dei filmati delle varie telecamere di sorveglianza installate nel maxi attico dell'imprenditore e nella cosiddetta "terrazza Sentimento". Gli inquirenti milanesi, coordinati dal procuratore aggiunto Letizia Mannella, puntano a ricostruire con esattezza non soltanto cosa accadde nella nottata del 10 ottobre, quando cioè la 18enne venne violentata, ma anche in altri festini organizzati in precedenza. Come riferito oggi dal Corriere della Sera, la sera della violenza alcuni vicini di casa di Genovese, tra cui il ballerino Roberto Bolle, che vive nello stesso condominio ma al piano inferiore, telefonarono in Questura lamentandosi per il baccano in arrivo dal maxi attico dell'imprenditore. Quella sera i poliziotti intervennero due volte: prima chiesero al proprietario di casa di abbassare la musica, mentre la seconda volta a vennero accolti da un domestico che assicurò che la festa era finita e che la musica era stata spenta.