Genovese, processo violenza sessuale: ipotesi risarcimento per 18enne

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Le due presunte vittime di Alberto Genovese si sono costituite parti civili - insieme all’associazione Di.re che opera a tutela delle donne - durante l’udienza preliminare a carico dell’ex imprenditore arrestato per violenza sessuale. "La mia assistita non sta bene: abbiamo ipotizzato alcuni calcoli che tengono conto dei danni patrimoniali e non patrimoniali rispetto agli importanti danni fisici e psicologici che ha riportato", spiega Luigi Liguori, difensore di una delle vittime. "Ora toccherà all’imputato decidere o fare una controfferta. Il giudice ha concesso tempo e quindi ha rinviato l’udienza" al prossimo 28 gennaio.

Genovese non ha ancora deciso se ricorrere a un rito alternativo ma si è fatto avanti per raggiungere un accordo risarcitorio con una delle vittime. come emerge al termine dell’udienza.

L’uomo è accusato di due presunte violenze sessuali: ai danni di una 18enne il 10 ottobre 2020 nel suo attico in centro a Milano 'Terrazza sentimento' e di una 23enne il 10 luglio 2020 a Ibiza, sempre dopo averle rese incoscienti con un mix di droghe. Da quanto trapela nell’udienza a porte chiuse si è preso atto della possibilità di arrivare a un accordo economico tra l’indagato e la difesa della 18enne, rappresentata dall’avvocato Liguori, risarcimento che potrebbe rappresentare un’attenuante in caso di condanna. Riservatezza sulla cifra - c’è chi parla di "diverse centinaia di migliaia di euro" - che sarà definita tra le parti al termine di un confronto in atto tra esperti. "La mia assistita non sta bene: abbiamo ipotizzato alcuni calcoli che tengono conto dei danni patrimoniali e non patrimoniali rispetto agli importanti danni fisici e psicologici che ha riportato", spiega Liguori. Inesistente al momento, invece, qualsiasi ipotesi di accordo per la 23enne.

Il giudice ha concesso tempo fino al 28 gennaio prossimo per definire gli eventuali risarcimenti alle vittime. In quella data la difesa di Genovese dovrebbe svelare le carte anche su eventuali riti alternativi, ma anche sulla questione legata alla perizia psichiatrica che potrebbe essere ‘risolta’ con una perizia o con una richiesta di consulenza già in questa fase.

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