Genovese, spunta un'altra testimonianza: "Avevo capito subito tutto"

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A pochi giorni dall’arresto dell’imprenditore Paolo Genovese, attualmente in carcere a San Vittore con le accuse di violenza sessuale, detenzione e cessione di stupefacente, sequestro di persona e lesioni, spuntano nuovi dettagli sulle presunte feste a base di droga e alcol in cui si sarebbero consumati i reati: tra questi la testimonianza di una modella che da subito si era accorta della gravità di quanto accadeva e aveva subito preso le distanze.

Paolo Genovese: parla una modella

Tutti sapevano e tutti facevano finta di non vedere. Perché le sue feste erano fighe, perché là dentro c’era alcol e droga gratis“. Inizia così il suo racconto affidato ad una storia su Instagram in cui la ragazza ha spiegato di essere stata due volte a casa di Genovese per poi decidere di non tornarci mai più.

Le sue feste, ha continuato, erano soltanto un pretesto per trovare nuove vittime. Una cosa di cui aveva preso subito consapevolezza tanto che aveva avvertito tutti di non andare. Un appello rimasto però inascoltato e a cui più volte si è sentita rispondere “so cosa fa lui, ma che mi importa“. Di qui dunque l’accusa a tutte queste persone a suo dire complici delle azioni commesse dallo startupper in quanto “lo avete esaltato, ne avete giovato e lo avete reso importante“.

Ribadendo di aver capito da subito che Genovese fosse una persona da evitare, ha sottolineato come in tanti abbiano “visto solo il luccichio e preferito far finta di niente“. Infine la speranza che quante più persone possibili denuncino quanto successo. Lo stesso auspicio espresso dal capo della Squadra mobile Marco Calì, impegnato con la sua squadra a raccogliere testimonianze ed elementi per ricostruire il quadro di quanto accadeva a quelle feste.