Gentiloni: "Non è tempo delle cicale. Nessun rischio instabilità"

Antonella Scutiero
Paolo Gentiloni all'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss

"Non è il tempo delle cicale ma dell'investimento sul futuro". All'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss di Roma, davanti agli studenti universitari, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni lancia un ammonimento alla campagna elettorale in corso, segnata da slogan e proclami: "Non è il tempo di scardinare pilastri del nostro sistema, dal sistema pensionistico a quelli del sistema fiscale".

"Finalmente siamo fuori dalla crisi economica più grave del dopoguerra - sottolinea il premier -  Abbiamo un buon livello di crescita, potremmo averlo migliore, lo abbiamo stabile. Abbiamo raggiunto livelli occupazionali che sono i più alti da quando si fanno statistiche, anche se sappiamo che sull'occupazione giovanile e femminile abbiamo molto da migliorare". E "abbiamo i conti non in ordine ma molto in ordine, il deficit era al 3% e nell'anno che si è appena concluso sarà al 2%, abbiamo una situazione stabile di avanzo primario". I risultati ci sono, dice Gentiloni, ma attenzione: sono "costati sacrifici a famiglie, imprese e lavoratori" e "non possono essere dilapidati. Disperderli sarebbe assolutamente irresponsabile". Perciò "guai a dimenticare tra gli obiettivi della prossima fase politica quello di passare dalla stabilizzazione e leggerissima flessione a una fase di riduzione, graduale e sostenibile ma significativa, del nostro debito pubblico - ha aggiunto - se ne parla un po' poco, deve essere uno degli obiettivi principali".

 

Ma alle parole di alcuni, come il M5s, che propongono uno scostamento dal percorso di riduzione del debito, e

alle preoccupazioni di chi come il commissario Ue Pierre Moscovici vede nelle elezioni italiane un rischio

, Gentiloni risponde deciso: "L'Italia è da 70 anni, nonostante la frequenza dei cambi di governo, il paese più coerente e stabile tra i paesi europei e in cui i fondamentali sono più riconoscibili a livello internazionale e dagli investitori". E insiste: "Alla frequenza dei cambi di governo non è corrisposto un andamento altalenante in politica estera, economica, nei confronti degli investitori".

L'Italia, dunque, "è un Paese che merita fiducia, e la merita soprattutto da parte nostra". Fiducia e "coraggio", rimarca, sottolineando che "c'è una parte di Italia che corre e una parte che fatica ed è rimasta indietro. Se non ci occupiamo anche di questa parte faremo molta fatica a progredire". E sul Sud: "Abbiamo difeso nella legge di Bilancio la priorità della decontribuzione per i giovani e in particolare per il Sud. Non ci sono mai state negli ultimi anni condizioni migliori per investire nel Mezzogiorno d'Italia".