Gentiloni: "Possibile un compromesso sui bond per progetti ad hoc"

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"Il problema è che avremo bisogno di grandi investimenti nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, per l'occupazione, il sistema sanitario, per proteggere le nostre imprese e persino per correggere il nostro modello si sviluppo in un senso più sostenibile. Questi grandi investimenti dovranno essere finanziati da grandi progetti europei. Il problema, dunque, non è che oggi abbiamo un'urgenza perché non troviamo soldi sul mercato. Noi abbiamo una strategia che deve dare all'Europa insieme la possibilità di avere fondi per ricostruire''. Lo ha detto l'ex premier Paolo Gentiloni, commissario agli Affari economici Ue, collegato in videoconferenza con 'Di Martedi'.  

''Non si tratta - ha sottolineato Gentiloni - di emettere titoli per condividere il debito precedente. Ma si tratta di andare sui mercati ed emettere dei titoli per finanziarie progetti che tutti consideriamo indispensabili. Io penso - ha assicurato - che una strada di compromesso ci sia''. 

Del resto, l'emergenza Coronavirus "è una vicenda che avrà conseguenze pesantissime per l'intera Europa. Noi calcoliamo che ogni mese di chiusura totale costerà all'incirca tre punti di decrescita. Quindi - ha affermato - è una condizione molto difficile non solo per l'Italia ma per tutti i Paesi europei. Ma dobbiamo mettere al primo posto la tutela della salute, quindi, le conseguenze economiche sono inevitabili''.  

''Nessun Paese può essere lasciato solo, nemmeno l'Italia'', ha chiarito Gentiloni. ''Questa è una crisi senza precedenti, che investe tutti i Paesi. Ha detto molto bene la cancelliera Merkel: è la crisi più grave che abbiamo dopo la seconda guerra mondiale. Nessun Paese può vedersela da solo. Nessuno può cavarsela da solo... ''.  

"Bisogna lavorarci, il mio impegno è trovare delle soluzioni. E queste soluzioni vanno trovate ''con la Germania, non contro. NE alla domanda su possibili conflitti sociali dovuti all'emergenza Covid-19 il commissario Ue pur ricordando che "finora l'Italia ha dato prova di grande coesione" sottolinea che "non dobbiamo nasconderci le preoccupazioni". "Non dobbiamo sottovalutare il rischio di chi non ha lavoro''.  

L'ex ministro degli Esteri mette in guardia poi anche su derive autoritarie. Oltre al timore di conflitti sociali, ''c'è un altro pericolo dal quale dobbiamo guardarci: e cioè dobbiamo guardarci dal pericolo che qualcuno strizzi l'occhio a modelli autoritari che non sono i nostri. Nonostante le difficoltà della crisi, dobbiamo anche difendere il nostro modello democratico e pluralista delle società europee''. L'Ungheria è un monito?, chiede Giovanni Floris. ''Un po' l'Ungheria, un po', l'attrazione per alcuni Paesi stranieri... Non dimentichiamoci quanto sia importante il nostro modello pluralista e democratico europeo''.