Gentiloni: “Sui migranti PD ha sbagliato. Non si può accogliere tutti”

Paolo Gentiloni

Il presidente del Partito Democratico Paolo Gentiloni ammette che la sconfitta subita dal suo partito alle politiche del 2013 è dipesa anche dal fatto che i dem non si sono resi conto che la crisi migratoria stava “intaccando alcune basi del consenso”. L’ex premier quindi ammette: “Non possiamo indiscriminatamente accogliere tutti”.

Gli errori del PD con i migranti

“Tra gli errori che abbiamo fatto c’è stato non renderci conto con sufficiente tempismo di quanto la crisi migratoria stesse intaccando alcune basi del consenso verso le nostre istituzioni” ammette Paolo Gentiloni, intervistato da Carlo Puca nel corso dell’Eneadi festival di Pomezia.

“Fino al 2015 noi eravamo un paese di transito, una tappa intermedia. Il 70-80% abbandonava il nostro paese. Nel 2015 le cose cambiano completamente. In un mese in Germania arrivano 900mila migranti. Piano piano tutti i paesi blindano le loro frontiere e noi cominciamo ad avere numeri molto allarmanti” riassume l’ex premier.

Il presidente del Partito Democratico chiarisce quindi che per fronteggiare questa emergenza è necessario “combinare due esigenze: dobbiamo soccorrere chiunque bussi ai nostri porti. Però noi – chiarisce – non possiamo indiscriminatamente accogliere tutti“. Per questo motivo, spiega, “bisogna tenere assieme le gestione dei flussi migratori e la capacità umanitaria di accogliere chi ha diritto all’asilo o chi fugge dalla guerra”.

Paolo Gentiloni: “Salvini non ha fatto niente”

Poi Paolo Gentiloni lancia una stoccata la governo giallo-verde ed in particolare al leader della Lega. “Dobbiamo farli arrivare in modo regolare, non pericoloso per loro e organizzato e questo lo puoi fare quando ti trovi, com’è capitato a Salvini grazie al suo predecessore e al mio governo, in una situazione che non è di emergenza. Nel corso del 2017 avevamo fine settimana in cui arrivavano 12-13 mila persone. Questa situazione l’abbiamo superata. Si poteva passare – evidenzia quindi – da una situazione irregolare a una situazione regolata. Non l’hanno fatto perché una tensione su questo argomento fa comodo, fa gioco”.