Gentiloni: "In Ue non servono pugni sul tavolo, ma serietà"

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di Laura Valentini "Siamo in una fase cruciale per l'Europa: si discuterà il rilancio della crescita, la sua qualità, sociale e ambientale, il futuro del lavoro e dell'innovazione tecnologica. L'Italia non può rimanere alla finestra, tanto meno essere fuori della porta". Paolo Gentiloni, designato Commissario Ue per l'Italia, lo afferma, parlando a margine del Premio Gian Piero Orsello al Castello di Santa Severa a Santa Marinella. "Credo - sottolinea - che abbiamo tutto il diritto e il dovere di svolgere il ruolo che ci spetta: la nostra storia , la nostra cultura, la nostra economia sono assolutamente decisive per l'Unione europea".  

"Penso che l'Italia avrà il ruolo che merita, cioè un ruolo importante". Gentiloni risponde così alla domanda su quale sarà la propria area di competenza, sottolineando che "'importante' nella Commissione Ue molto spesso coincide con l'ambito economico".  

In Europa si viene ascoltati se si impone il proprio punto di vista con serietà, non certo battendo i pugni sul tavolo: è la sua convinzione, e alla domanda se con il nuovo Governo l'Europa guarderà il nostro Paese con occhi diversi, il neo-designato fa notare che "l'Italia non è un piccolo Paese di questuanti che chiede lo 'sconticino' alla Ue; è uno dei Paesi fondamentali e, nel momento in cui si ridefiniscono le politiche europee, l'Italia deve essere protagonista, il che vuol dire avere voce in capitolo".  

"Vieni ascoltato - sottolinea Gentiloni - se sei serio, credibile, competente. Questa storia dei pugni sul tavolo di qualcuno che quel tavolo neanche lo frequenta, non si può più sentire". 

Insignito del Premio Europa nell'ambito della cerimonia di consegna del Premio Gian Piero Orsello, Gentiloni premette alla domanda di Giovanni Floris, che modera l'incontro, che il campo di competenza "dipende dalla decisione che prenderà la Presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen". La Presidente, ha spiegato Gentiloni, "ha due giornate complicate, tra oggi e domani" con i colloqui dei rappresentanti di 26 Stati da completare.