Geopolitologo Rossi: "I Russi avevano bisogno di annunciare la presa di Mariupol"

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(Adnkronos) - "La presa di Mariupol? I russi avevano bisogno di annunciare qualsiasi cosa, perfino la conquista di un pollaio". Lo dice all’Adnkronos l'esperto di geopolitica di Difesa Online David Rossi, spiegando che l’annuncio della conquista della città ucraina è dovuto al fatto che “i Russi non possono arrivare a mani vuote alla vigilia della Pasqua ortodossa o fino alla data simbolica del 9 maggio. La situazione è paradossale, se si pensa che fino a pochi giorni fa le forze ucraine, compreso il Battaglione Azov, stavano ancora difendendo la città in vari punti. Poi, per una decisione strategica, hanno preferito rinunciare a difendere la parte abitata della città e ritirarsi all’interno dei compound industriali. Il più importante dei quali è l’Azovstal, la più grande acciaieria d’Europa. Mariupol è per i Russi qualcosa che non sono riusciti a conquistare e che hanno dichiarato di aver preso più per disperazione che per altro. Mariupol è una finta conquista, più utile per far festeggiare la Pasqua ai soldati che per ottenere qualcosa di concreto. La Russia ammette ancora una volta le proprie enormi debolezze".

“Perché hanno fatto questa scelta e quanto riusciranno a difendersi? Non dimentichiamoci – afferma l'analista - che si tratta di una struttura concepita per difendersi da un attacco sia convenzionale che termonucleare. All’interno dell’Azovstal ci sono dei veri e propri bunker a prova di guerra nucleare e, anche se i Russi usassero le bombe Fab-3000, con pareti spesse 3 metri, come quelle degli edifici presenti e costruiti per resistere, non potrebbero ottenere nulla, anche perché non hanno le planimetrie del sito. Hanno deciso di dichiarare l’Azovstal sotto assedio ma in realtà non intendono più gettare a palate, in questo pozzo senza fondo, i loro soldati, che già di per sé sono con il morale bassissimo, e i loro ufficiali sterminati come non mai nella storia russa”.

Quanto alla possibilità che l’assedio dell’acciaieria si concluda con una resa dopo la fine delle scorte militari e alimentari, Rossi sottolinea che “è da 8 anni che gli ucraini si aspettavano a si preparavano a questo scontro. Sapevano che sarebbero stati attaccati a Mariupol e non da altre parti, dato che il confine del Donbass con la Russia si trova a meno di 10 chilometri. Oltre al fatto di essersi preparati all'attacco russo da 8 anni, gli ucraini possono vantare un esercito molto ben addestrato ed equipaggiato. Hanno avuto spazi enormi nei quali accumulare munizioni, con cui potrebbero andare avanti settimane se non mesi. Quanto alle scorte alimentari, gli ucraini hanno avuto tutto il tempo di piazzarle nei bunker di Azovstal fino a qualche settimana fa. Il che darà loro un’autonomia anche di mesi”.

(di Cristiano Camera)

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