George Floyd, processo al via: familiari inginocchiati per 8'46''

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I familiari di George Floyd sono rimasti in ginocchio questa mattina di fronte al tribunale di Minneapolis, sede del processo sul caso della sua morte, per 8 minuti e 46 secondi. La famiglia dell'afroamericano morto lo scorso maggio ha voluto così rappresentare il tempo durante il quale l'agente di polizia Derek Chauvin ha tenuto il suo ginocchio premuto sul collo di Floyd, provocandone il decesso.

"Noi ci inginocchiamo per 8 minuti e 46 secondi, e per tutto questo tempo noi vogliamo che pensiate perché Chauvin non ha sollevato il suo ginocchio'", ha detto il leader per i diritti civili, il reverendo Al Sharpton, che ha accompagnato i familiari di Floyd insieme al loro avvocato Benjamin Crump, nella conferenza stampa tenuta prima dell'inizio del processo a Chauvin. "Avremo la giustizia che ci meritiamo", ha detto uno dei fratelli di Floyd, Terrence, che era accompagnato dalla sorella Bridgett e altri parenti.

Conclusa la selezione della giuria, è iniziato oggi a Minneapolis il dibattimento del processo a Derek Chauvin per l'omicidio che ha avviato in tutti gli Stati Uniti, e nel resto del mondo, un'enorme ondata di proteste di Black Lives Matter. Il 45enne ex poliziotto bianco si è dichiarato non colpevole delle accuse di omicidio di secondo e terzo grado e di omicidio colposo per il quale è stato incriminato. I procuratori hanno incriminato Chauvin per molteplici capi di omicidio, per aumentare le possibilità che venga condannato.

Al centro della loro accusa c'è il video, che ha sconvolto il mondo intero, che mostra come l'agente abbia tenuto per quasi nove minuti il ginocchio sul collo di Floyd, ammanettato a terra, nonostante l'uomo lo implorasse dicendo "I can't breath", non riesco a respirare, la frase diventata lo slogan principale della protesta. Floyd era stato fermato perché sospettato di aver usato una banconota falsa da 20 dollari.

"La famiglia Floyd e l'opinione pubblica vogliono giustizia", ha dichiarato a The Guardian Areva Martin, avvocato per i diritti civili, sottolineando anche l'interesse internazionale per il processo. "Il mondo sta aspettando di vedere se gli Stati Uniti sono abbastanza coraggiosi per cambiare un sistema che ha una storia di violazione dei diritti degli afroamericani", ha aggiunto.

I procuratori, guidati da Keith Ellison, primo attorney general afroamericano, insisteranno sulle precedenti denunce per uso eccessivo della forza, compresi episodi simili a quelli che hanno portato alla morte di Floyd, che Chauvin ha ricevuto nei suoi 20 anni di carriera. Mentre la difesa dell'ex poliziotto, cercherà di affermare che la morte è stata provocata da problemi cardiaci, evidenziando anche prove di uso di sostanze stupefacenti.

L'autopsia del medico legale ha chiaramente stabilito che l'arresto cardiaco è stato provocato dal pressione sul collo dell'uomo immobilizzato. La famiglia di Floyd ieri notte a partecipato ad una veglia di preghiera, insieme a leader del movimento per i diritti civili come il reverendo Al Sharpton.

I giurati del processo rimarranno anonimi e 'nascosti' alle telecamere che lo trasmetteranno in diretta streaming. Per tre settimane l'accusa e la difesa hanno combattuto con le unghie e con i denti per la selezione della giuria, eliminando oltre 100 dei potenziali giurati. Alla fine dal gruppo iniziale sono state scelte 15 persone, nove donne e sei uomini, nove bianchi e sei afroamericani. Si tratta dei 14 giurati, 12 effettivi e due 'alternativi', più una riserva che oggi il giudice dovrebbe rimandare a casa. Prima di essere scelti hanno dovuto rispondere ad un dettagliato questionario sulla loro conoscenza del caso, ogni loro precedente contatto con la polizia ed il modo in cui seguono i media.

"Ha messo le sue ginocchia sul collo e sulla schiena, spingendo e schiacciando fino al suo ultimo respiro, fino a quando la vita ormai era stata schiacciata via da lui". Così ha detto il procuratore Jerry Blackwell nel suo intervento di apertura oggi al processo, al termine del quale ha mostrato in aula il video che lo scorso anno ha sconvolto il mondo.

"Vi devo avvisare che questo video è forte", ha detto Blackwell ai giurati, alcuni dei quali avevano detto di non aver mai voluto finora guardare il video. Ma ha sottolineato la necessità di mostrarlo perché in questo modo i giurati potranno capire quello che è successo "senza nessuna interpretazione da avvocati". Blackwell ha detto che questo non sarà un processo alla polizia ma a un ex poliziotto che ha "tradito il suo distintivo e il giuramento fatto di proteggere con coraggio, servire con compassione".