Geriatri, in Calabria solo 95 posti letto ogni 10mila anziani

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Roma, 6 giu. (askanews) - Con l'invecchiamento della popolazione continua ad aumentare la richiesta di assistenza sanitaria agli anziani anche per l'impatto della pandemia. Un fenomeno che interessa tutto il Paese ma che in Calabria si presenta in modo più critico a causa della carenza di posti letto nelle strutture per anziani e di percorsi dedicati ai più fragili. Con circa 350 mila over 65, con almeno due malattie croniche, come diabete e ipertensione e solo 95 posti letto ogni 10 mila anziani, in Calabria l'obiettivo è andare al più presto verso una riorganizzazione dei processi di cura, creando per tutte le patologie croniche una 'rete' di percorsi di diagnosi e terapia (PDTA) che accompagni il paziente in ogni stadio della gestione della sua malattia, in modo da ottimizzare l'efficacia delle cure. Lo scopo è quello di definire per la prima volta un percorso diagnostico-terapeutico dedicato ai pazienti con multicronicità, come punto di convergenza tra i percorsi costruiti per le singole malattie e, quindi, garantire continuità tra le reti assistenziali. Ma non è tutto, l'obiettivo è anche aggiornare e quantificare i bisogni di salute regionali in termini di multicronicità, registrare le esperienze organizzative previste e attuate nella Regione, al fine di superare lo scenario frammentato dei processi assistenziali che, nel caso delle cure croniche, rappresenta una fonte di disagio per i cittadini e di inappropriatezza per il SSR, producendo indagini specialistiche inutili e ricoveri e prescrizioni di farmaci inappropriati. È quanto è emerso in occasione del IX Congresso Regionale SIGG Calabria, dal titolo "L'essenzialità della geriatria tra università, ospedale e territorio", che si è svolto di recente presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro, promosso da Angela Sciacqua, Direttore della Scuola di Specializzazione di Geriatria, presso l'Università degli Studi Magna Graecia, Direttore U.O.C. Geriatria presso il Policlinico Universitario di Catanzaro e da Roberto Lacava, geriatra territoriale ASP di Catanzaro e Presidente S.I.G.G. Calabria.

Il congresso è stato dedicato alla diffusione e revisione dei nuovi concetti di appropriatezza delle cure nell'anziano, diagnosi e nuove modalità di trattamento terapeutico, con lo scopo di integrare l'essenzialità della geriatria tra Università, Ospedale e territorio. Particolare attenzione è stata rivolta alle nuove evidenze in campo di diagnosi e trattamento del declino cognitivo, depressione e delle patologie metaboliche e cardiovascolari.

"La costruzione condivisa di un percorso per le cronicità - sottolinea la professoressa Sciacqua, facendosi portavoce di tutto il direttivo SIGG Calabria, - comporta una riduzione dell'inappropriatezza, nel ricorso alle attività di ricovero. La multicronicità è associata ad una ridotta qualità della vita, a una più alta mortalità e ad un utilizzo di più farmaci da parte del paziente. Pertanto, i sistemi sanitari si trovano a dover affrontare una maggiore richiesta di indagini clinico-diagnostiche, di trattamenti terapeutici e di visite mediche. Nella Regione Calabria - continua l'esperta - i sistemi sanitari sono indirizzati a ridurre il carico del trattamento dovuto ad esempio ad appuntamenti multipli, a cure non pianificate, ad accessi impropri al Pronto Soccorso. Già oggi, ad esempio, si va in questa direzione con le "dimissioni protette" per i pazienti in condizioni di particolare fragilità. Realizzate, grazie ad un protocollo d'intesa tra le Aziende ospedaliere e l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, puntano ad una presa in carico dei bisogni assistenziali del paziente al fine di consentire una continuità nella cura e un programma assistenziale personalizzato che ricolloca il paziente, soprattutto anziano e "fragile" sul territorio una volta conclusasi la fase acuta della patologia per ridurre i ricoveri impropri, dando continuità assistenziale e setting specifici offerti dal territorio, stabiliti dopo una valutazione multidimensionale chiamata a determinare i reali bisogni del paziente attraverso un team multi disciplinare dove sono coinvolti i medici, gli infermieri, gli assistenti sociali e i professionisti della riabilitazione", conclude Sciacqua.

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