Geriatri e cardiologi a Schillaci, più posti letto in reparti per anziani

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Roma, 31 ott. (Adnkronos Salute) – "L'invecchiamento record della popolazione italiana e l'esperienza del Covid, con le migliaia di anziani che hanno perso la vita molto spesso a causa di comorbilità accertate, devono spingere il decisore politico a una rimodulazione delle risorse del numero di posti letto di Geriatria per acuti negli ospedali italiani, ma anche far emergere l'esigenza di competenze geriatriche anche in discipline diverse promuovendo il metodo della valutazione e gestione multidimensionale geriatrica". Lo evidenziano Lorenzo Palleschi, direttore Unità operativa complessa di geriatria dell'azienda ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma, e Francesco Vetta, direttore Unità operativa complessa di cardiologia e aritmologia, Idi-Irccs, direttori scientifici del XV congresso di Cardiogeriatria, che si è tenuto di recente a Roma.

"Nel fare gli auguri al neo ministro della Salute, Orazio Schillaci, intendiamo rivolgere un appello – hanno rimarcato – affinché in tempi urgenti si possa rivedere l'organizzazione degli standard ospedalieri attuando quanto già previsto dal decreto n. 70 del 2 aprile 2015 in maniera omogenea in tutte le regioni italiane (una Unità di geriatria per acuti ogni 400.000-800.000 abitanti) e tener conto auspicabilmente anche del diverso indice di invecchiamento nelle diverse realtà regionali".

"Durante la pandemia, come riporta una ricerca della Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot), oltre il 75% delle strutture ospedaliere di Geriatria di fatto è stato trasformato in reparto Covid, interamente dedicato alla cura dei pazienti colpiti dal virus, con particolare riguardo ai più anziani e fragili, integrando, quindi, l'esperienza intensivistica con la metodologia geriatrica. Per questo – osservano i due esperti – proponiamo la creazione di Unità di geriatria ospedaliere per rendere più efficiente la gestione clinica e la delicata transizione ospedale-territorio dell'anziano fragile".