In Germania arriva il treno a vapore (acqueo)

Il treno è dotato di celle a combustibile che convertono l’idrogeno immagazzinato sul tetto e l’ossigeno ambientale in elettricità.

Il trasporto diventa sempre più ecologico. Il futuro vuol essere a emissioni zero e che si tratti di trasporto su pneumatici o su rotaia, le aziende e i Paesi si impegnano sempre più a trovare soluzioni che tengano conto dell’ambiente. E, ancora una volta, è la Germania a guidare l’Europa.

Sarà il destino, con la Germania che da anni viene definita la locomotiva d’Europa, e che ora sperimenta proprio un trasporto su rotaia a emissioni zero. Il gruppo francese Alstom ha lanciato lunedì il primo treno a idrogeno in servizio commerciale nel nord della Germania, con la sperimentazione che riguarda la linea ferroviaria che attraversa Cuxhaven, Bremerhaven e Buxtehude Bremervörde, una linea di 100 chilometri in Bassa Sassonia.

Il treno è dotato di celle a combustibile che convertono l’idrogeno immagazzinato sul tetto e l’ossigeno ambientale in elettricità. Le batterie agli ioni di litio verranno utilizzate anche per immagazzinare l’energia recuperata durante la frenata, che viene riutilizzata nelle fasi di accelerazione. Questi treni a emissioni zero non producono rumore ed emettono solo vapore acqueo e acqua condensata.

Così, dopo che la Germania è stata la prima a sperimentare le autostrade “elettrificate” per lo spostamento dei mezzi pesanti (seguita, a breve, anche dall’Italia con la Brebemi), ora i tedeschi sono i primi a sperimentare i treni a idrogeno. Ma, anche in questo caso, la Germania fa da apripista, ma altri Paesi sono pronti a testare i treni che producono vapore acqueo nel futuro prossimo. Secondo l’Alstom, infatti, dopo la Germania potrebbe essere la volta di Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Italia, Canada e Francia, che potrebbe lanciare la novità nel 2022.

Il treno a idrogeno ha una velocità massima è di 140 chilometri orari e l’autonomia arriva a 1.000 chilometri, con una capienza complessiva che raggiunge i 300 passeggeri, suddivisi in 150 posti a sedere e altrettanti in piedi. Ovviamente la sua funzione ecologica riguarda quelle tratte ferroviarie non elettrificate, dove ancora circolano treni diesel. E secondo l’università di Ferrara, nel nostro Paese il 33% dei binari non sono elettrificati: un valore pari a circa 10mila chilometri di linee. E i costi per elettrificare queste linee sono proibitivi – circa 1 milione di euro al chilometro – e, dunque, il treno all’idrogeno appare la scelta migliore.