Germania, il bar dove si paga il tempo

Filippo Panza

Il commercio è uno dei settori che sta pagando di più l’attuale crisi economica e finanziaria. E l’Italia, da questo punto di vista, è tra i più colpiti. Pochi giorni fa l’Osservatorio della Confesercenti ha lanciato l’ennesimo allarme: se il trend non cambierà, solo nel 2013 l’ormai fu Bel Paese avrà quasi 8mila bar in meno, frutto di 6.714 nuove aperture e ben 14.430 chiusure. Un quadro a dir poco deprimente. Per risollevare il settore c’è forse bisogno anche di nuove idee. Una delle più originali arriva dalla Germania. A Wiesbaden, nella parte centro-occidentale del territorio teutonico, ha appena aperto lo “Slow Time Cafè”. I clienti del locale non pagano nè le bevande né le consumazioni. Tantomeno l’ingresso. E possono perfino mangiare il cibo portato da casa. Oppure ordinare una pizza da asporto da farsi recapitare sul posto. Non si tratta, però, di un’associazione di beneficenza o di una fondazione al servizio dei più poveri. Chi gestisce il bar, Daria Volkova, una ventiquattrenne giunta in Germania dalla Russia nel 2008, guadagna sul tempo che i suoi clienti trascorrono nel suo esercizio commerciale. Letteralmente. All’uscita dallo Slow Time Cafè, infatti, gli avventori dovranno pagare 2 euro per i primi 30 minuti e 5 centesimi per ogni minuto successivo, quindi 3 euro l’ora.

L’idea di un “bar del tempo” non è nuova. A Mosca hanno già avuto un grande successo. Il locale tedesco, però, ha studiato tutti i meccanismi per mettere a proprio agio i clienti.  Ci sono i giochi da tavolo, i libri da consultare e la rete Wi-Fi per la connessione gratuita a internet. Alle pareti sono appesi una serie di orologi con orari leggermente diversi l’uno dall’altro. Un semplice stratagemma per far pesare di meno lo scorrere del tempo tra una chiacchiera e l’altra. Tanto, poi, il conto si paga all’uscita.L’inventiva dei gestori dei locali sembra essersi sbizzarrita in questo periodo. E i modi per sconfiggere la crisi economica globale sono i più vari. Nei mesi scorsi a Spoleto l’omonima catena di ristoranti brasiliana ha pensato ad un’iniziativa particolare “Le belle donne non pagano”. Il titolo è tutto un programma, ma il significato vuole andare al di là di un’allettante offerta economica, che il ristorante riserva alle clienti in grado di apprezzare la cucina italiana fast food. L’obiettivo del titolare della catena brasiliana, Eduardo Ourivio, è di incoraggiare l’autostima delle donne. In questo caso, infatti, è la stessa esponente del ‘sesso debole’ a rispondere alla domanda se è bella oppure no. In caso affermativo ha diritto al pasto gratis. Ultimamente curiose idee arrivano anche per le famiglie. Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, in particolare. Il ristorante italiano “Sogno di vino” di Washington, infatti, ha deciso di fare uno sconto di quattro dollari ai clienti con bambini. L’importante, però, è che i pargoletti siano ben educati. Decidete voi se il gioco vale la candela.


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