In Germania l'alleanza Cdu/Csu non è più così sicura di vincere le elezioni

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AGI - Panico fra i conservatori tedeschi. Ad appena 35 giorni dalle elezioni che cambieranno il volto della Germania (e, di conseguenza, dell'Europa), nell'unione Cdu/Csu di Armin Laschet inizia - sondaggi alla mano - a farsi strada la seria preoccupazione di andare a sbattere e di vedersi sfilare una vittoria elettorale che sembrava certa solo poche settimane fa. E', tra gli altri, lo Spiegel a parlare dello "sconcerto per la situazione del partito e la carente popolarità del candidato cancelliere", laddove si citano dei gruppi WhatsApp interni alla Cdu in cui si parla di una "campagna elettorale dall'inferno" e si evoca apertamente la possibilità di una sconfitta alle urne.

Un'atmosfera di preoccupazione che e' emersa finanche al grande evento d'avvio della 'fase calda' della campagna Cdu/Csu, oggi al Tempodrom di Berlino, dove il capo della Csu Markus Soeder, messo da parte l'armamentario classico della propaganda elettorale, non manca di strigliare esplicitamente il candidato Laschet, avvertendo che la via verso una vittoria "si sta facendo molto stretta" e chiedendo di "iniziare finalmente un campagna elettorale sensata". Formalmente, il leader bavarese assicura il suo appoggio a Laschet, ma in effetti incalza: "E' l'elezione piu' difficile dal 1998", anche se "non è tutto già perduto". E ancora: "Non c'e' motivo per lagnarsi, ma e' il tempo per lottare", dato che "non ho nessuna voglia di andare all'opposizione".

Alla Konrad-Adenauer-Haus, la centrale della Cdu, gli ultimi sondaggi sono accolti con terrore: per l'istituto Infratest-dimap, la Cdu/Csu e' precipitata al 23% dei consensi (lo scorso gennaio erano 13 punti in piu'), mentre la Spd di Olaf Scholz è riuscita a mettere a segno una rimonta inattesa e spettacolare, toccando il 21%, ossia trovandosi a soli 2 punti dal partito di Angela Merkel. Scenario ritenuto impossibile pochissime settimane fa, quando i socialdemocratici non si schiodavano dal 15%.

Di contro i Verdi sono calati al 17% (il 19% per un sondaggio Kantar), ossia sono finiti al terzo posto, mentre i liberali dell'Fdp crescono al 12%. Fermi al 7% la Linke, il partito della sinistra, e all'11% l'ultradestra dell'Afd. In altre parole: se le urne confermeranno questi rapporti di forza, cambierebbe completamente lo schema dei futuri negoziati di governo. Perche' la tentazione di Spd, Verdi e liberali di mettere in piedi una maggioranza che escluda del tutto la Cdu/Csu, che con Merkel governa oramai ininterrottamente da 16 anni, diventa molto grande. "Rischiamo seriamente di andare all'opposizione" aveva avvertito Soeder già alcuni giorni fa, mentre gia' i rilevamenti demoscopici confermavano il progressivo scivolamento del candidato cancelliere, accelerato drasticamente dal giorno della gaffe della risata sguaiata sui luoghi delle catastrofiche inondazioni che hanno sfigurato la Renania. Ed oggi Soeder torna alla carica con un'intervista al Muenchner Merkur: "Nell'unione c'e' grande inquietudine, fatto comprensibile dinnanzi a questi sondaggi. E' giunta l'ora del risveglio e della lotta: perche' non entreremo con tanta facilita' nella cancelleria. Dobbiamo combattere duramente". 

Dal canto suo è la Bild, il tabloid piu' letto nel Paese, a rivelare che ad una riunione in videoconferenza del gruppo parlamentare Cdu/Csu Laschet sarebbe stato esplicitamente chiamato "ad assumersi le sue responsabilita'" se nelle prossime due settimane non miglioreranno i sondaggi. In particolare, e' stata la deputata Cdu Sylvia Pantel a lanciarsi all'attacco: se non vi sara' una svolta "bisognera' trarre delle conseguenza, perche' e' meglio reagire rapidamente e con dolore che affondare tutti insieme". In una chat, il deputato Axel Mueller avrebbe addirittura fatto un paragone con il bunker hitleriano nelle ultime ore della disfatta del Terzo Reich: "La casa di Adenauer certe volte mi sembra la cancelleria del Reich nell'aprile/maggio 1945, quando mandava a combattere divisioni che non esistevano".

Di contro, pur senza apparire eccessivamente convinta, anche Angela Merkel ha deciso di apparire al fianco del candidato Laschet, oggi all'evento di Tempodrom: "E' la prima volta dal 1949 che si va al voto senza che si presenti il cancelliere in carica. Questo vuol dire che si rimescolano tutte le carte": come dire, siamo in mare aperto, si sconsiglia di adagiarsi su vecchie certezze. Del candidato (con il quale in passato non sono mancati scontri, per esempio sulla gestione della pandemia, e di cui ha assicurato di essere "profondamente convinta" che sara' il prossimo cancelliere) ha detto anche che e' "la C" del nome della Cdu - ossia la visione cristiana del partito - a essere il suo compasso politico. Non una parola contro gli avversari Spd e Verdi, qualche accenno dedicato a un bilancio sintetico al suo mandato lungo sedici anni: il suo impegno alla cancelleria, cosi' l'ex 'ragazza dell'est', e' stato sempre caratterizzato dallo sforzo di coniugare "responsabilita' e solidarieta'". E infine: in 72 anni di Repubblica federale, la Cdu e la Csu hanno espresso per oltre 50 anni il cancelliere. "Questo ci spinge a far si' che si continui allo stesso modo anche nei prossimi anni". A Berlino c'e' chi sussurra: "Sembra piu' un auspicio che una certezza".

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