In Germania mille morti al giorno, via al lockdown duro

Roberto Brunelli
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AGI - Quasi mille morti in 24 ore: nel giorno d'inizio del suo nuovo lockdown ‘duro', la Germania registra il più alto numero vittime dall'inizio della pandemia e un nuovo drastico aumento dei contagi. Stando alle cifre diffuse dal Robert Koch Institut, il centro epidemiologico tedesco, sono 952 i decessi in più nel bilancio totale, mentre sono 27.728 i nuovi casi di coronavirus, con un aumento di circa 7000 infezioni rispetto ad una settimana fa.

E' un balzo notevole rispetto ai 590 morti di mercoledì scorso, che avevano fatto esclamare una Angela Merkel dalla voce rotta che era un “prezzo inaccettabile” da pagare, record poi superato dalle 598 vittime di due giorni dopo.  

In certe zone della Germania la situazione è particolarmente drammatica: in Sassonia, nella zona dei Monti Metalliferi ai confini con la Repubblica ceca, si è registrata un'incidenza-shock con 550 contagi su 100 mila abitanti nei sette giorni, con ben 1560 positivi su 3000 tamponi effettuati la settima scorsa, ossia più del 50%. Con effetti pesanti sulle strutture ospedaliere: due giorni fa in tutto il Land erano liberi solo 177 posti in terapia intensiva su 1516.  E' stata la stessa cancelliera, domenica scorsa, ad ammettere che “le misure messe in atto finora non sono sufficienti”.

Da lì la decisione di passare da un lockdown ‘soft' al lockdown ‘duro' che inizia adesso, volto a stroncare la seconda ondata di contagi: chiusi i negozi e prevalentemente anche le scuole e gli asili, le aziende sono chiamate a favorire al massimo livello lo smart working, per gli incontri privati è stato stabilito un ‘tetto' di cinque persone da due nuclei familiari, esclusi i minori di 14 anni. Solo nei giorni delle festività natalizie si potranno incontrare quattro persone oltre il proprio nucleo familiare stretto.

Anche la prospettiva di un rapido inizio della vasta campagna di vaccinazione, che dovrebbe prendere il via subito dopo Natale (ci sono 60 centri vaccinali già pronti su tutto il territorio nazionale) non induce il governo a prevedere che si possa fare a meno delle regole del distanziamento.

“Solo perché iniziamo con i vaccini, subito dopo Natale, non significa che le regole non saranno più necessarie”, ha incalzato il ministro alla Sanità Jens Spahn, “avremo bisogno di queste regole ancora fino a buona parte del prossimo anno”. Spahn però mostra ottimismo circa la possibilità che una certa normalità sia possibile per l'estate: “E' una prospettiva realistica”.

Ovviamente quella delle vaccinazioni è il tema al centro del dibattito pubblico anche in Germania. Questione che il governo federale affronta in prima persona: per domani è previsto un colloquio della stessa cancelliera con i vertici della BioNTech, la società di Magonza che ha sviluppato insieme al gigante americano Pfizer il primo vaccino anti-Covid a cui l'Ema, l'agenzia europeo del farmaco, dovrebbe dare il 'via libera'.       

Peraltro, rispondendo alle domande dei deputati, Merkel ha ribadito che il governo federale “non intende introdurre l'obbligo di vaccinazione”, questo mentre nel frattempo il ministero della Salute ha annunciato che realizzerà un regolamento sulle priorità delle vaccinazioni in Germania. “L'obiettivo sarà quello di vaccinare per primi coloro che sono particolarmente a rischio, ossia chi si prende cura del prossimo”, ha detto un portavoce del dicastero guidato da Spahn.

Complessivamente, l'obiettivo della Germania è quella di una sorta di immunità di massa che si può raggiungere –ha ricordato ancora Merkel oggi al Bundestag – tramite la vaccinazione di “almeno il 65-70% della popolazione”. Ma, spiega ancora la cancelliera, se più del 40% o del 50% dei tedeschi non accettasse di farsi vaccinare “allora dovremo indossare una mascherina ancora molto a lungo”.     

Intanto la Germania chiude i battenti. In teoria il lockdown appena avviato rimarrà in vigore fino al 10 gennaio. Il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, ha ribadito l'appello a ridurre al massimo i contatti sociali anche nei giorni tra Natale e Capodanno. Tra le altre misure, sono sospesi anche gli eventi e le riunioni in pubblico, mentre gli eventuali divieti di fuochi d'artificio saranno decisi dai singoli comuni, anche se la vendita di apparati pirotecnici è comunque vietata nei giorni precedenti al Capodanno, questo anche per evitare che gli ospedali vengano ulteriormente aggravati.

Blocco di tutto il commercio al dettaglio, con la sola esclusione degli alimentari, delle farmacie, dei benzinai, dei meccanici d'auto, delle banche, delle poste e dei venditori di alberi di Natale. Serrande abbassate anche per parrucchieri, ristoranti, caffé e bar, restano ammessi solo il delivery e l'asporto. Nei luoghi di culto le cerimonie religiose sono permesse solo se viene garantita la distanza minima di un metro e mezzo tra i fedeli. Tra le misure più aspramente dibattute, il fatto che siano stati vietati i canti in chiesa: anche qui rimangono d'obbligo le mascherine.