Germania, ministri finanze nel mirino per scandalo Wirecard

di John O'Donnell e Tom Sims
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Il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz durante una conferenza stampa presso la Cancelleria di Berlino

di John O'Donnell e Tom Sims

FRANCOFORTE (Reuters) - Il Parlamento tedesco ha preso di mira il ministro delle Finanze Olaf Scholz e il viceministro Joerg Kukies nell'inchiesta su Wirecard, dopo che la settimana scorsa il presidente BaFin ha lasciato il proprio incarico per simili pressioni.

Con il procedere delle indagini sul fallimento di Wirecard, l'inchiesta ha messo il più grande caso di frode in Germania sotto i riflettori in vista delle elezioni nazionali, dove Scholz intende candidarsi a cancelliere.

"Il focus dell'inchiesta parlamentare riguarderà sempre di più il ruolo di Scholz e del suo ministero", ha detto Florian Toncar, membro del Bundestag coinvolto nelle indagini.

L'inchiesta nell'implosione della società di pagamenti, valutata in passato a 28 miliardi di dollari e ritenuta come una storia di successo in Germania, ha messo in cattiva luce il governo di coalizione centrista.

Scholz e Kukies, che negano ogni responsabilità, hanno risposto con riforme alla struttura e alla leadership di BaFin, l'autorità di supervisione finanziaria tedesca. Si prevede che oggi annuncino ulteriori modifiche.

Tuttavia, i parlamentari stanno diventando impazienti, con alcuni, come Danyal Bayaz, che affermano che Scholz ha reagito lentamente alla vicenda.

"Le domande scomode sulle responsabilità politiche iniziano solo ora", ha detto a Reuters Fabio De Masi, una delle figure dietro all'inchiesta parlamentare.

Il Partito Socialdemocratico (Spd) di Scholz è da anni in un governo di coalizione con l'Unione Cristiano-Democratica (Cdu) di Angela Merkel, e Scholz spera di sostituirla come cancelliere nelle elezioni previste quest'anno, dopo la decisione di Merkel di ritirarsi.

Tuttavia, l'Spd è in difficoltà con gli elettori, al terzo posto nei sondaggi dietro a Cdu e ai Verdi, mentre le critiche contro Scholz provengono anche dalla Cdu.

"Le conseguenze per il ministero delle Finanze sono attese da tempo", ha detto Hans Michelbach, parlamentare Cdu.

(Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Roma Francesca Piscioneri, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)