Germania, rebus sistema elettorale: come funziona e quali scenari

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Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 20 set. (askanews) - La fine del regno di Angela Merkel potrebbe avere i colori del Kenya (Spd, Cdu e Verdi), ma non è esclusa la Giamaica (Spd, Cdu, Verdi) o una soluzione semaforo (Verdi, Spd, e liberal-democratici di Fdp). All'avvicinarsi delle elezioni di domenica prossima in Germania si almanaccano le diverse possibili coalizioni che possono guidare per i prossimi quattro anni il più grande paese dell'Unione europea.

Memore del nazismo, la Germania del dopoguerra ha disegnato un sistema elettorale fortemente parlamentare e proporzionale. Sarà il Bundestag a determinare chi sarà il prossimo Cancelliere.

Le urne per il rinnovo della Camera bassa, domenica prossima 26 settembre, aprono alle 8 di mattina e chiudono alle 6 di sera. Il voto postale è in corso da settimane e verranno contate tutte le schede che arriveranno entro domenica sera. Tutti i voti devono essere scrutinati entro lunedì mattina. Ma l'esito sarà ancora incerto.

Gli elettori infatti non eleggono il prossimo Cancelliere, ma rinnovano il Bundestag, con due schede: con una si elegge, a maggioranza semplice, il candidato della propria circoscrizione, e con l'altra si indica una lista elettorale.

Ognuna delle 299 circoscrizioni elegge un deputato con metodo uninominale e altri 299 deputati vengono proporzionalmente scelti in base alle preferenze raccolte da ogni lista. Raramente, però, il Bundestag ha solo 498 deputati: se un partito, infatti, ottiene un numero di eletti superiore alla proporzione registrata a livello nazionale, mantiene questi deputati "extra", ma il sistema elettorale riequilibra la sproporzione assegnando un congruo numero di eletti alle altre liste, in modo che alla fine la composizione della Camera rifletta fedelmente le percentuali di preferenza del corpo elettorale. Ora, a livello di collegi uninominali i grandi partiti tendono a riscuotere un successo superiore alle preferenze su base nazionale, ragione per cui il numero di seggi extra attribuiti su base proporzionale agli altri partiti è rilevante. Il Bundestag che conclude sabato il proprio mandato quadriennale è composto, ad esempio, da ben 709 parlamentari.

In Germania è in vigore una soglia di sbarramento al 5% (in alternativa, una lista deve eleggere almento tre deputati nelle circoscrizioni uninominali). Al voto quest'anno si presentano 47 partiti, ma a farla da padrone saranno prevedibilmente il partito social-democratico (Spd); l'unione cristiano-democratica, ossia la Cdu e il partito cugino bavarese (Csu), maggioritaria nel Bundestag uscente; i Verdi, in crescita da anni; il partito liberal-democratico vicino agli imprenditori (Fdp); la Linke, partito di sinistra particolarmente forte nell'ex Germania dell'est; e Alternative fuer Deutschland, partito di estrema destra che ha fatto il proprio ingresso in Parlamento quattro anni fa.

Solo tre partiti hanno presentato un candidato alla Cancelleria: il social-democratico Olaf Scholz, il cristiano-democratico Armin Laschet, erede della Merkel, e la verde Annalena Baerbock, primo esponente del partito a concorrere per la carica di capo del Governo.

Le elezioni determineranno le percentuali di ogni partito al Bundestag e i leader dei diversi partiti negozieranno a quel punto la formazione del prossimo Governo, e l'indicazione del prossimo Cancelliere, sulla base dei calcoli matematici e degli equilibri politici. Non sono escluse, da questo punto di viste, sorprese: il primo partito può rimanere fuori dalla coalizione di Governo.

Di certo, in nome di una sorta di "conventio ad excludendum", ci si può attendere che l'unico partito a rimanere sicuramente fuori dal Governo sarà Alternative fue Deutschland.

Come sottolinea l'Associated Press, ad ogni modo, il processo per la formazione del Governo può durare settimane se non mesi, e gli ultimi sondaggi indicano che questa volta i negoziati possono essere particolarmente complicati. Solitamente le trattative sfociano in un programma di governo dettagliato che deve poi essere approvato dai congressi dei rispettivi partiti coinvolti. Una volta superato questo penultimo scoglio, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier darà l'incarico al Cancelliere che, per entrare in carica, dovrà ottenere l'approvazione di una maggioranza del Bundestag.

Fino a quel momento rimane in carica il Governo Merkel. In Germania, peraltro, un Governo cade solo tramite la sfiducia costruttiva, cioè solo se nel Bundestag si creano le condizioni, politiche e numeriche, per formare un Governo alternativo. La camera alta, ossia il Bundesrat, che riunisce i rappresentanti dei diversi Laender, non prende parte alla formazione del Governo.

In base agli ultimi sondaggi riportati dalla Zeit, attualmente il partito favorito è l'Spd (partito svantaggiato in primavera, oggi è al 25%), seguito dall'Unione di Cdu e Csu (partito primo, oggi è al 22%), dai Verdi (partiti secondi, oggi stanno al 16%), e poi liberal-democratici (11%), Alternative fuer Deutschland (anch'essa di poco sotto ma sempre all'11%) e infine, poco al di sopra della soglia di sbarramento, la Linke (6%).

Per il settimanale tedesco, a questo punto la coalizione che raccoglierebbe il più ampio margine di maggioranza è, associando i colori dei partiti a quelli della relativa bandiera, la coalizione "Kenia" (rosso, nero, verde: Spd, Unione di centro, Verdi), che totalizzerebbe 69% dei deputati; segono la coalizione "Germania" (Spd, Unione, Fdp), col 64%; la coalizione "semaforo" (Spd, Verdi, Fdp), col 57%; la coalizione Jamaika (Unione, Verdi, Fdp) col 53%; e infine - senza riferimenti a bandiere nazionali - la improbabile coalizione Spd, Verdi, Linke (52%), una riedizione della Grosse Koalition Spd-Unione (51%), e due molto improbabili coalizioni di minoranza Spd-Verdi (45%) e Unione-verdi (41% dei deputati). (di Iacopo Scaramuzzi)

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