Germania: terremoto al vertice dei populisti di AfD

Un giurista di 76 anni e un’economista 38enne gay che cresce con un’altra donna un figlio. È questo il duo che non ti aspetteresti da un partito della destra populista contrario ai matrimoni tra omosessuali.

È quello eletto a Colonia da Alternativa per la Germania, la formazione euroscettica e anti-immigrati che affila le armi in vista delle elezioni del 24 settembre.

L’affermazione di Alexander Gauland e Alice Weidel mette in minoranza i moderati, aperti ad alleanze con altri partiti, nelle cui file è in primis l’attuale presidente, Frauke Petry, che esce indebolita dal congresso.

Schiacciata dalle lotte intestine, Petry aveva già annunciato a sorpresa la rinuncia a guidare AfD nella campagna elettorale nazionale. A questo punto, secondo i commentatori politici, potrebbe dare inizio ad una scissione in autunno.

Ironia del destino. Essa stessa aveva messo fuori gioco l’ex leader Bernd Lucke, che era su posizioni più moderate, alleandosi con gli estremisti nel partito.

Nessuna anticipazione su ciò che accadrà in autunno è giunta tuttavia per bocca di Petry, che si è limitata a rivendicare l’importanza di un cambiamento della Germania per una nuova Europa.

Nel secondo giorno di congresso ci sono state solo manifestazioni di dissenso pacifiche per strada, non si sono ripetuti gli scontri dell’inaugurazione.

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