Gerry Scotti si racconta: "Matrimonio? Io e Gabriella ci stiamo studiando"

MILAN, ITALY - APRIL 15:   Gerry Scotti attends a photocall for Striscia la Notizia on April 15, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images)
Gerry Scotti si racconta: "Matrimonio? Io e Gabriella ci stiamo studiando" (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images)

Parla della sua carriera, dall'amore per la radio all'approdo sul piccolo schermo, della sua infanzia, fino al rapporto con la compagna: Gerry Scotti ha rilasciato confidenze inaspettate...

VIDEO - Chi è Gerry Scotti?

A Pavia, dov'è nato e cresciuto, ha lasciato il cuore. Nella grande metropoli meneghina ha costruito il suo successo. La sua carriera nasce in radio, ma la svolta arriva in tv, diventando indiscutibilmente uno dei volti più amati. In un'intervista al Corriere della Sera, il famoso conduttore ha incuriosito i fan parlando di sé, del suo lavoro e della sua famiglia.

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A proposito del successo ottenuto, che gli ha permesso di essere uno dei conduttori più amati e conosciuti, Gerry Scotti ha commentato: "Non avevo spirito di rivalsa e non ho mai desiderato diventare chi sono: non era il mio obiettivo. Semplicemente sono successe molte cose che sembravano perfino a me al di là della mia portata". Infatti, ha spiegato: "Facevo la radio e mi sembrava il massimo".

La svolta è arrivata, ancora una volta, al fianco di Cecchetto, che "si è preso la briga per primo di dirmi che quello che facevo in radio potevo farlo, allo stesso modo, in tv. Aveva inventato la radio visione con Deejay television. Mi sembrava il massimo allargamento della mia professionalità: lo vivevo come una protesi, come un abusivismo che prima o poi avrei condonato. Non vedevo l’ora di tornare a fare solo e soltanto la radio". Poi la conduzione del Festivalbar e lo sbarco in televisione. "Non era nemmeno nelle mie speranze", ha commentato. Non se lo sarebbe mai immaginato Gerry Scotti, che da bambino era "timido". Il suo racconto prosegue e aggiunge: "Se c’era la recita di fine anno, non alzavo certo la mano per partecipare, nemmeno per presentare. Quindi dire che ce l’avevo nel Dna sarebbe raccontare una frottola".

L'arrivo in tv non è stato facile per lui. "Non mi sentivo all’altezza, non mi sentivo nel ruolo. Non avevo idea, quando sono entrato in quello studio, che per 35 anni sarebbe diventato il mio lavoro, la mia vita e il modo in cui tutti gli italiani mi hanno conosciuto", ha spiegato. Oggi però la realtà è ben diversa: "E' il mio momento di pace, in cui stacco e mi diverto. Poi ho fatto tante altre cose e sono continuate a capitarmi eredità che andavano oltre le mie necessità".

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Da ragazzo, i suoi studi sono continuati a Milano. "Sono andato al liceo classico Carducci e non era proprio pieno di figli di operai, anzi. Eravamo solo io e il signor Villa", da sempre il suo ufficio stampa. "La nostra presenza faceva arrabbiare alcuni professori retrogradi. Alle mie prime difficoltà in greco e latino avevano detto a mia mamma: dovevate mandarlo a fare una scuola professionale", ha svelato. I compagni "arrivavano a scuola con le Maserati, le Jaguar, perfino una Lamborghini. Il nostro sfogo era fidanzarci con le figlie della Milano bene. Eravamo ben voluti, andavo anche a fare i compiti da loro. Entravo in queste case e vedevo maggiordomi, sei, sette stanze. Io vivevo in due stanze più servizio con i miei genitori".

Nel lungo racconto di Gerry Scotti i ricordi appaiono nitidi: "Ogni tanto qualche compagna veniva a studiare da me e il giorno dopo, in classe, mi chiedevano tutti: 'ma veramente a casa tua c’è la torta ogni giorno?' Ho scoperto che questi figli della Milano più ricca avevano forme di ristrettezze che io, figlio di operai, non avevo. Da me la ciambella di mia mamma non mancava mai. E lì ho capito che i benefit della vita sono altri".

Quindi ha precisato: "Non ho mai vissuto la mia differenza con rabbia. Venivo da un ambiente umile ma dignitoso, dove se andavi in cortile senza merenda qualcuno che te la offriva lo trovavi e se volevi andare a fare un giro in bici ma non l’avevi, c’era chi te la prestava. Non mi è mai mancato niente, mentre in quelle famiglie di classi sociali più agiate credo mancassero un sacco di cose".

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All'università avrebbe voluto studiare Architettura, ma alla fine, "dopo una riunione di famiglia con gli zii, su votazione si optò per Giurisprudenza. Sarei diventato notaio, sono arrivato a due esami dalla tesi". Per anni si è allontanato dalla politica, perché era "disgustato", ma ora ha ripreso a votare. "Mi restano i famosi mille euro di pensione a cui voglio rinunciare: l’ho già detto a tre presidenti del Consiglio e lo dirò anche a Giorgia Meloni. Mi suggeriscono di darli in beneficenza: c’ero arrivato. Ma vorrei non essere costretto a ritirarli", ha fatto sapere.

Famiglia e matrimonio

Per Gerry Scotti non c'è niente di più importante della famiglia. "Quando avevo quarant’anni, in poco tempo sono morti i miei genitori e c’è stato il mio divorzio. Parevano bruciate di colpo tutte le statuine del presepe che rappresentava il mio concetto di famiglia. Poi, assieme ai miei amici, a mio figlio e alla famiglia che ho ricostruito con Gabriella e i suoi figli, sono riuscito a portare avanti i valori in cui credo", ha confidato.

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Intanto si prepara alla gioia più grande: diventare nonno per la seconda volta. "A gennaio Edoardo mi renderà di nuovo nonno e sono riconosciuto come figura paterna anche dai figli della mia compagna: sono il rompiscatole che dice di spegnere la luce o non far scorrere l’acqua in casa. Ora sono grandi, ma quante notti sono stato sveglio aspettando uno o l’altro che rientrasse. Loro sono la mia ancora di salvezza, mi fanno sentire un uomo vivo e una persona qualsiasi".

Da tempo ha al suo fianco la compagna Gabriella Perino, che però non hai mai portato all'altare (almeno finora). Sul motivo delle mancate nozze, con ironia risponde: "Ci stiamo studiando". Tuttavia, precisa: "Non so quante sarebbero riuscite a stare tanti anni con un uomo nazionalpopolare come me, io so che avevo assolutamente bisogno di una donna come lei. Non ama il clamore, quasi la infastidisce".