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Milano, 9 giu. (Adnkronos) – Sono in piena fase di svolgimento le attività per la redazione della Carta del Potenziale Archeologico di Monza e Brianza. Lo strumento, voluto da BrianzAcque e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese è finalizzato alla valutazione delle probabilità di individuare la presenza di depositi di interesse archeologico, così da conciliare la tutela di questi preziosi beni con le esigenze pianificatorie e operative dell’utility brianzola, impegnata in modo continuo a realizzare infrastrutture pubbliche nel sottosuolo.

Nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza Covid, che hanno reso difficoltoso l’accesso a biblioteche e ad archivi storici, il documento è in pieno corso di elaborazione. Il progetto vede impegnato un team multidisciplinare costituito da archeologici, geologi, geoarcheologi, architetti ed esperti in sistemi informativi territoriali che, nel settembre del 2020, sotto forma di raggruppamento di imprese, si è aggiudicato l’appalto di BrianzAcque per un valore pari a circa 100 mila euro.

A livello nazionale, si tratta del primo strumento di questo genere mai realizzato in un lotto unico su un’area vasta e altamente urbanizzata come quella dell’intero territorio di Monza e Brianza con i suoi 405,4 kmq di superficie, suddiviso in 55 comuni.