Ghali critica 'Tale e quale': "Non c'è bisogno di fare il BlackFace per imitare me o altri artisti"

·Social media editor, L'Huffington Post
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MILAN, ITALY - JUNE 22: Ghali is seen performing at the Aniye By fashion show at Magazzini Generali on June 22, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images) (Photo: Stefania D'Alessandro via Getty Images)
MILAN, ITALY - JUNE 22: Ghali is seen performing at the Aniye By fashion show at Magazzini Generali on June 22, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images) (Photo: Stefania D'Alessandro via Getty Images)

“Bastava l’autotune e un bel look. Non c’è bisogno di fare il BlackFace per imitare me o altri artisti. Si può anche essere delle brave persone e non sapere che la storia del BlackFace va ben oltre un semplice make up, trucco o travestimento”. Le parole del rapper Ghali si riferiscono all’ultima puntata della trasmissione Tale e Quale Show, in cui Sergio Muniz ha imitato la sua Good Times, tra i brani più ascoltati del suo ultimo album Dna. Il rapper in una storia su Instagram ha commentato il trucco che ha scurito il viso dell’artista.

“Potete dire che esagero, che mi devo fare una risata e che non si vuole offendere nessuno, lo capisco. Ma per offendere qualcuno basta semplicemente essere ignoranti, non bisogna per forza essere cattivi o guidati dall’odio. Si può anche essere delle brave persone e non sapere che la storia del BlackFace va ben oltre un semplice make up, trucco o travestimento”, dice il rapper su Instagram.

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Ghali si rivolge direttamente alla Rai: “Non facciamo una bella figura né con chi è meno superficiale in questo Paese e nemmeno con chi ci guarda da fuori. Ci sono tante caratteristiche che si possono riprodurre e imitare in un personaggio. È la seconda volta che mi emulate in questo modo, dipingendo la faccia oltre a fare commenti usando luoghi comuni e paragoni su aspetto fisico e bellezza. Non mi sono offeso, davvero. Ma nemmeno ho riso. Bastava l’autotune e un bel look. Perché il BlackFace è condannato ovunque, specie in un anno come questo, in cui gli avvenimenti e le porteste sono stati alla portata di tutti”. Il riferimento è anche a Loretta Goggi che in veste di giudice dice a Muniz “Tu sei un po’ più carino di Ghali”.

Ghali racconta la storia di BlackFace, le cui origini risalgono al teatro americano della seconda metà dell&rsq...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.