Giaccherini e quel rimpianto: "Pellè mi rubò il rigore ad Euro 2016"

Nel calcio contano i dettagli, troppo spesso portatori di gioie o delusioni: in una competizione dalla breve durata come l'Europeo risultano ancora più importanti, soprattutto se a determinare la differenza tra sconfitta e vittoria è un calcio di rigore.

Ad Euro 2016 l'Italia uscì dopo la lotteria sfortunata contro la Germania, a cui partecipò anche Emanuele Giaccherini nelle vesti di sesto rigorista. Eppure le cose sarebbero dovute andare diversamente, come da lui ammesso a 'La Gazzetta dello Sport': "Io c'ero io nella lista! Che rimpianto. A centrocampo Conte detta l'elenco: primo Insigne, secondo Zaza, terzo Barzagli, quarto Giak, quinto Bonucci. Interviene Pellè: 'Il quarto è mio'. Io insisto: 'Tranquillo'. Ma lui non molla: 'Calcio io, calcio io'. Conte mi guarda e allora dico: 'Ok, sei carico, va bene'. E scalo al sesto posto. Ci penso spesso".

PS Giaccherini

Il passaggio al Chievo si è reso necessario dopo lo scarso minutaggio riservatogli da Sarri al Napoli: "L'unica spiegazione è l'infortunio iniziale che mi impedì di far vedere a Sarri che sono una mezzala: restai fuori due mesi per uno strappo e nel frattempo arrivarono Zielinski e Rog. Così Sarri mi mise esterno, un ruolo che non faccio bene: per lui ero il vice Callejon. È stato un disguido tattico. Ho provato a dimostrare di poter comunque essere utile al Napoli, ma lui ormai aveva questa visione di me. In campionato ho fatto una sola gara da titolare e ho anche segnato. Ma non mi sono mai permesso di chiedergli perché non giocassi mai".

Il rapporto con il tecnico partenopeo non è mai sbocciato: "In campo è bravissimo, ma ha questo problema di rapporto con le riserve. Quando alleni una grande squadra devi saper gestire bene il gruppo e sotto questo punto di vista Sarri difetta. Per lui esistono 14 o 15 giocatori, ma se hai le coppe e vuoi vincere il campionato hai bisogno della rosa intera. Ed è giusto far sentire tutti importanti. Io a Napoli non mi sono mai sentito importante".

Ora il Chievo per ripartire: "Credo e spero di chiudere la carriera qui. E adesso dobbiamo pensare alla salvezza, senza paura. È un momento difficile, ma lo supereremo".

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