Giacomo Urtis indagato: “Prelievi di sangue non autorizzati”

giacomo urtis

Giacomo Urtis, il famoso ‘chirurgo dei Vip’, è finito nei guai. Il medico è indagato dalla Procura di Milano perché avrebbe effettuato dei prelievi di sangue “senza autorizzazioni e a scopo di lucro”. Con lui sono finiti nel mirino dei Nas anche due direttori sanitari della struttura ‘Villa Arbe’ e il suo legale rappresentante.

Giacomo Urtis indagato dalla Procura

Giacomo Urtis, popolare chirurgo estetico di vari personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo, è finito nei guai. Stando a quanto riporta Il Corriere della Sera, il medico risulta indagato dalla Procura di Milano perché avrebbe effettuato dei prelievi a dei pazienti di Villa Arbesenza autorizzazioni e a scopo di lucro. Giacomo, nato a Caracas 42 anni fa ma cresciuto ad Alghero, sarebbe finito nel mirino dei Nas insieme a due direttori sanitari della struttura e al suo legale rappresentante. Urtis, per il trapianto e la crescita dei capelli, utilizza un particolare tecnica che prevede una centrifugazione del sangue, che va poi iniettato nel cuoio capelluto. Sarebbero proprio questi prelievi ad averlo fatto finire nei guai, perché effettuati senza “le necessarie autorizzazioni”. Qualche tempo fa, il ‘chirurgo dei Vip’ era già finito al centro di un’altra bufera: la Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica) lo aveva accusato di non essere “chirurgo né plastico né estetico”.

Le indagini

Stando a quanto riportano le maggiori testate giornalistiche, Urtis sarebbe indagato dalla Procura di Milano perché avrebbe effettuato “senza autorizzazioni e a scopo di lucro, prelievi di sangue a pazienti che ne facevano richiesta presso la clinica estetica Villa Arbe”. Le indagini sono scattate a seguito di un controllo dei Nas dei Carabinieri e, al momento, dovrebbero essere ancora in corso. Durante una recente ospitata in televisione, Giacomo aveva dichiarato che talvolta far parlare di sé è “anche una questione di marketing, per cui è possibile che anche questa sia una mossa studiata a tavolino. Non possiamo fare altro che attendere la conclusione delle indagini per scoprire qualcosina in più.