Giacomoni (Fi): solo Salvini non vuole rompere con M5s, perchè?

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Roma, 17 lug. (askanews) - "Zingaretti oggi si affretta a dire 'nessuna ipotesi di governo Pd-Cinque Stelle'. Dopo il degrado di Roma, nelle mani del M5s da tre anni, ed il declino di Torino, nelle mani dell'Appendino che si vorrebbe smarcare dagli stessi grillini, ormai è evidente che nessuno più vuole governare con il M5s. Neppure i leghisti. Tranne, dicono, Salvini. Ci sarà un perchè?". Lo dichiara in una nota Sestino Giacomoni, deputato e coordinatore dei coordinatori regionali di Forza Italia.

"Il rispetto di un contratto privato - prosegue Giacomoni - non può condannare un Paese al declino, all'isolamento, al fallimento. Caro Matteo, trova il coraggio, in questo caso chi rompe non paga, anzi sarà premiato dagli italiani, che chiedono soltanto di essere governati da un governo coeso, amico delle imprese, con ministri competenti, che abbiano gli stessi valori di fondo e soprattutto che abbiamo come obiettivo lo sviluppo, la crescita, la creazione di ricchezza e di posti di lavoro e non la decrescita 'infelice'".

  • Antonella Clerici ieri e oggi: è irriconoscibile
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    Antonella Clerici ieri e oggi: è irriconoscibile

    Antonella Clerici è irriconoscibile: da giovane sfoggiava un caschetto corto e castano.

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    Roma, con una microcamera filmava intimo donne: denunciato

    In un centro commerciale

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    Nicolas Vaporidis: “Le mie ex fidanzate? Bei ricordi, ma che ansia”

    Nicolas Vaporidis, ospite di Vieni da me, ha vissuto un momento imbarazzante quando la Balivo gli ha mostrato una foto delle ex fidanzate

  • Pignoramento conto corrente: più rischi per i dipendenti
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    Pignoramento conto corrente: più rischi per i dipendenti

    I lavoratori sono tutti uguali davanti alla legge, a meno che abbiano debiti. Per quanto incredibile, è proprio così: se sei un dipendente, spiegano in Laleggepertutti.it, ti verrà pignorato molto di più rispetto al tuo collega che ha un lavoro autonomo. È il frutto delle nuove regole sul pignoramento del conto corrente introdotte nel 2015 e che hanno finito per discriminare i titolari di un contratto di lavoro subordinato. Detto in parole più povere, il creditore ha più possibilità di soddisfarsi se il debitore è assunto da un’azienda rispetto all’ipotesi in cui sia una partita Iva. Cerchiamo di capire perché e come mai, una volta individuato il conto corrente da pignorare, il lavoratore autonomo subisce un pignoramento inferiore. Per farlo dobbiamo ricordare come funzionano le regole sul cosiddetto “pignoramento presso terzi”. Quando l’ufficiale giudiziario porta in banca l’atto di pignoramento, l’istituto di credito blocca la somma presente sul conto del debitore nella seguente misura: per intero, se si tratta di un normale conto corrente, solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (ossia da 1.347 euro a salire) se si tratta di un conto di appoggio di uno stipendio da lavoro dipendente. Ad esempio, a fronte di un debito di 7.000 euro, se sul conto di un professionista ci sono 5.000 euro, viene pignorata l’intera giacenza. Viceversa, se sul conto di un lavoratore dipendente ci sono 1200 euro non viene pignorato alcun importo; se invece ci sono 2.000 euro vengono pignorati solo 626 euro (2.000 – 1.374 euro). Fino a qui, quindi, la situazione è più vantaggiosa per chi è un lavoratore subordinato. Ma, dopo poco, le sorti si capovolgono: una volta che il conto corrente è stato pignorato, il dipendente ci perde di più. Ecco perché. Effettuato il pignoramento sul conto del lavoratore autonomo, dopo che il giudice ha autorizzato l’accredito delle somme congelate dalla banca in favore del creditore, detto conto viene liberato e torna nella disponibilità del correntista. Invece, nel caso del lavoratore dipendente, il conto resta soggetto al pignoramento che si estende a tutte le successive mensilità accreditate dal datore di lavoro: in pratica, su tutti i successivi stipendi la banca effettuerà una trattenuta del 20% che verserà, di volta in volta, al creditore finché il debito non sarà estinto (o, se anteriore, finché il dipendente non andrà in pensione o cesserà il lavoro). In questo modo, il pignoramento del conto, solo per il lavoratore dipendente, si estende anche al quinto di tutte le successive buste paga. È chiara, quindi, la discriminazione: nel caso del lavoratore autonomo, il pignoramento si esaurisce in un arco di tempo molto limitato (quello tra la data di notifica del pignoramento e l’udienza in tribunale) e solo le somme che vi affluiscono in questo frangente vengono acquisite dal creditore. Invece, nel caso del lavoratore dipendente, il pignoramento è “a tempo indeterminato” e dura finché resta in vita il rapporto di lavoro.

  • Milly Carlucci, la casa lussuosa con vista su Roma
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    Milly Carlucci, la casa lussuosa con vista su Roma

    Appartamento dallo stile classico ed elegante, con numerosi oggetti di design. la casa romana di Milly Carlucci è davvero mozzafiato

  • Chiara Ferragni fa la pole dance, Fedez: “Sembri Brosio”
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    Chiara Ferragni fa la pole dance, Fedez: “Sembri Brosio”

    Chiara Ferragni è andata alla sua prima lezione di pole dance: il video delle sue goffe movenze ha fatto impazzire i fan dalle risate.

  • Bossetti scrive a Feltri: "Non sono un mostro"
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    Bossetti scrive a Feltri: "Non sono un mostro"

    "Gentile Direttore Feltri, forse rimarrà sorpreso che io le scriva". Inizia così la lettera che Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l'omicidio di Yara Gambirasio, ha indirizzato al direttore editoriale di 'Libero'. "Ritengo che lei da bergamasco doc sia un uomo di sani principi - scrive Bossetti nella missiva -. Io Direttore, non sono né l'assassino della povera Yara né il mostro che i media e i social hanno dipinto". "Sono un uomo normale, semplice - sottolinea Bossetti - che pensa al lavoro e a non fare mancare nulla alla propria famiglia. Arriva quel maledetto giorno che ha sconvolto la mia vita e quella della mia famiglia e dei miei cari che oggi mi guardano dal cielo e sono convinto che questa vicenda li ha provati moltissimo". "Il trattamento che la giustizia italiana mi ha riservato è stato scorretto e ha calpestato ogni diritto alla difesa - prosegue Bossetti - e mi riferisco anche a quell'ex ministro dell'Interno incapace che gridava la mondo che era stato preso l'assassino di Yara calpestando la Costituzione". "In carcere a Bergamo - scrive ancora l'uomo - la pm e vari responsabili dell'organo penitenziario mi pressavano a confessare in continuazione un delitto proponendomi benefici. Come potevo confessare un delitto che non ho commesso?". "Grido dall'inizio di ripetere la prova del Dna e sono sicuro che Le verrebbe ogni ragionevole dubbio - incalza Bossetti -. Perché è stato commesso UN GRAVE ERRORE GIUDIZIARIO (in maiuscolo nella lettera, ndr). Non sono io il colpevole e il codice di procedura penale lo dice chiaramente all'art 533 C.P.P 1° comma che 'il giudice pronuncia sentenza di condanna se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio'". "Direttore - conclude Bossetti - La prego di porgermi la Sua mano d'aiuto, non è giusto essere dipinto un mostro, non è giusto che mi abbiano affibbiato un ergastolo, non è giusto che venga commesso un errore giudiziario, per l'incapacità professionale e Confido che Lei possa capire cosa ho e sto provando. Gentile Direttore, La prego di prendere in considerazione la mia richiesta d'aiuto, restando a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti".

  • Acquisto auto, niente più accertamenti fiscali
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    Acquisto auto, niente più accertamenti fiscali

    Una delle cartine di tornasole usate dall’Agenzia delle Entrate per accertare il reddito dei contribuenti è da sempre l’auto. Di lusso o utilitaria, come riportato da Laleggepertutti.it, la macchina di proprietà è considerata "bene di lusso": elemento sufficiente – secondo la nostra amministrazione finanziaria – per dedurre una capacità contributiva in capo all’intestatario. Addirittura, per determinati veicoli, la verifica fiscale è stata considerata “un atto dovuto”: ci riferiamo, ad esempio, alle vetture che scontano il superbollo o a quelle d’epoca. Più in particolare, l’accertamento è scattato tutte le volte in cui il contribuente non è riuscito a dimostrare – con metodi tracciabili – la provenienza del denaro con cui ha acquistato l’auto.  Ora, però, tutto questo sistema di controlli è caduto. In verità, lo è già da un anno, ma in pochi se ne sono resi conto. Attualmente, in caso di acquisto di auto, non ci sono più accertamenti fiscali. La ragione di ciò è molto semplice: la si può intuire leggendo “al contrario” una sentenza che la Cassazione ha pubblicato poche ore fa. La pronuncia ha legittimato un accertamento mediante redditometro per l’acquisto dell’auto di lusso. Ma proprio l’utilizzo di questo importante strumento, in questo momento, è “sospeso”. Vediamo meglio cosa è successo. Addio redditometro Come abbiamo già detto in Più facile evadere: niente controlli fiscali, dal 2016 il vecchio redditometro è stato congelato perché ritenuto poco funzionale e affidabile. A stabilirlo è stato il famoso Decreto dignità adottato a fine 2018 dal Governo “Conte 1”. Da allora, si attendono nuovi decreti attuativi che ne stabiliscano il funzionamento, ma al momento non se ne vede ancora l’ombra: il Governo sembra impegnato a contrastare l’evasione fiscale su altri fronti. Poco prima di Ferragosto 2019, l’Agenzia delle Entrate aveva tentato, con una propria circolare [3], di riesumarne l’utilizzo, spiegando ai propri uffici che lo strumento può ancora essere applicato, ma solo per le dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2016, quindi relative all’anno d’imposta 2015 incluso. Acquisti auto: niente più controlli dal 2016 in poi Allo stato attuale, quindi, se un nullatenente si intestasse un’auto o una casa, l’ufficio delle imposte non potrebbe avviare l’accertamento. Non potrebbe cioè ponderare la spesa alla luce dei redditi dichiarati dal contribuente e ritenere che essa sia sproporzionata. Come ha spiegato la Cassazione nella citata sentenza, il redditometro per l’auto di lusso scatta(va) anche quando il contribuente era in grado di dimostrare la provenienza dei soldi per l’acquisto: difatti, non sono da trascurare le spese di gestione della macchina che, annualmente, comportano un grosso esborso.  Questa situazione, chiaramente, non durerà a lungo: come detto, il redditometro è solo sospeso. Quando saranno emessi i nuovi decreti attuativi, esso tornerà ad operare, ma non potrà avere valore retroattivo. Sicché, tutto ciò che avverrà nel frattempo non sarà oggetto di contestazione da parte del Fisco.

  • Emma Marrone: “Nemmeno a mia madre ho mostrato il dolore provato”
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    Emma Marrone: “Nemmeno a mia madre ho mostrato il dolore provato”

    La forza di vedere il bicchiere mezzo pieno e il coraggio di essere libera: la cantante parla del periodo più duro affrontato finora.

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    Manovra, vertice nella notte: accordo su Pos e carcere per gli evasori

    Accordo sulla Manovra: sembra tornato il sereno tra Conte e Luigi Di Maio. Nessun contatto invece tra il premier e Matteo Renzi

  • Vittorio Feltri contro la proposta di togliere voto agli anziani
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    Vittorio Feltri contro la proposta di togliere voto agli anziani

    Vittorio Feltri scrive di essere contro la proposta di Beppe Grillo e critica anche l'amico Giorgio Gori per essere d'accordo con il leader M5S.

  • L'imperatore del Giappone Naruhito è asceso al trono del Crisantemo
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    L'imperatore del Giappone Naruhito è asceso al trono del Crisantemo

    L'imperatore del Giappone, Naruhito, è asceso al trono del Crisantemo, con un'elaborata cerimonia durante la quale ha proclamato la sua intronizzazione al Palazzo Imperiale di Tokyo. I rituali sono cominciati in mattinata, sotto la pioggia: l'imperatore - insediatosi il primo maggio scorso dopo l'abdicazione del padre Akihito - accompagnato dall'imperatrice consorte, Masako, ha annunciato agli antenati l'ascensione al trono dai santuari imperiali. Alla cerimonia erano presenti duemila invitati, tra cui dignitari stranieri provenienti da oltre 170 Paesi. L'Italia era rappresentata dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.La cerimonia del Sokuirei-Seiden-no-gi, l'intronizzazione, è cominciata poco dopo le 13, ora locale, le sei del mattino in Italia, nel silenzio solenne della Sala di Stato. Naruhito è apparso dal Takamikura, il trono del Crisantemo, indossando una veste tradizionale di colore arancione scuro; poco dopo è giunto nella sala il primo ministro, Shinzo Abe, che si è inchinato di fronte all'imperatore."Mi impegno ad agire in linea con la Costituzione e ad adempiere alla mia responsabilità di simbolo dello Stato e dell'unità del popolo del Giappone", ha proclamato l'imperatore, dopo il riconoscimento del ruolo svolto dal suo predecessore, il padre, l'imperatore emerito Akihito."Spero sinceramente che il nostro Paese, attraverso la saggezza e gli incessanti sforzi del nostro popolo, raggiunga ulteriore sviluppo e contribuisca alla pace della comunità internazionale e al benessere e alla prosperità dell'umanità".Naruhito ha poi consegnato il testo al funzionario del cerimoniale e Abe ha letto un messaggio all'imperatore. Tre "banzai" di augurio di lunga vita all'imperatore lanciati dal primo ministro sono stati seguiti da salve di cannone che hanno salutato l'ascesa al trono del nuovo imperatore.Al termine del rituale, i funzionari del cerimoniale hanno chiuso le tende del padiglione imperiale su cui sedeva l'imperatore, e i presenti alla cerimonia, a cominciare dall'imperatrice consorte, Masako, hanno lasciato la sala di Stato del Palazzo Imperiale. Tra gli ospiti stranieri, c'era il principe Carlo d'Inghilterra, assieme a rappresentanti di case reali di diverse parti del mondo. Alla cerimonia seguirà il banchetto imperiale mentre la parata reale è stata posticipata al 10 novembre alla luce del super-tifone Hagibis.

  • Manifestazione Lega: le foto bufala del degrado a Piazza San Giovanni
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    Manifestazione Lega: le foto bufala del degrado a Piazza San Giovanni

    Manifestazione Lega in Piazza San Giovanni, arriva la smentita sulle foto circolate a seguito dell'evento di sabato 19 ottobre: scatti falsi.

  • Elena Santarelli: “Io e mio marito separati per il tumore di Giacomo”
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    Elena Santarelli: “Io e mio marito separati per il tumore di Giacomo”

    Il figlio ha fotunatamente sconfitto il tumore al cervello ed è stato dichiarato clinicamente guarito.

  • Chef Rubio al popolo di Salvini: “Fauna che sc*** con le nigeriane”
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    Chef Rubio al popolo di Salvini: “Fauna che sc*** con le nigeriane”

    Prosegue lo scontro mediatico a distanza tra Chef Rubio e Matteo Salvini: il terreno di gioco è la manifestazione del centro destra a Roma.

  • Le nozze blindate di Rafa Nadal con la sua Meri
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    AGI

    Le nozze blindate di Rafa Nadal con la sua Meri

    Rafa Nadal ha avuto il matrimonio che sognava, con tutti gli amici, sul mare della sua isola, lontano dalla pazza folla. E l'ha avuto, alle 12 del 19 ottobre, come mostrano le poche foto ufficiali, mentre posa, in completo grigio chiaro, abbracciato e solare, accanto alla fidanzata di sempre, Maria Francisca Perellò (anni 31, due meno di lui), in bianco, che gli altri chiamano Xisca e lui chiama Meri dal 2005, quando l'ha conosciuta e ne è rimasto abbagliato.“Per espresso desiderio degli sposi”, tutti gli invitati erano disarmati, di telefonini e macchine fotografiche. Valeva per i compagni di tennis, i connazionali “Feli” (Feliciano Lopez), “Ferru” (David Ferrer), Albert (Albert Costa), Carlos (Moya), Alex (Corretja), Marc (il compagno di doppio, Lopez) e Fernando (Verdasco), più l'argentino Juan (Monaco). Valeva per l'amico del cuore del calcio Iker (il mitico portiere Casillas) e quello del basket Pau (Gasol), come per quello degli affari, il cantante Enrique Iglesias con la moglie, l'ex tennista Anna Kournikova.Valeva per gli altri 350 invitati a la Sa Fortalesa, la Fortaleza de Albercutx, un castello del XVII secolo costruito sulla penisola di Punta Avançada, a nord di Maiorca, raggiungibile solo in auto e solo attraversando l'aeroporto militare De Pollensa. Dove erano convolati a nozze altre star dello sport spagnolo come il calciatore Gareth Bale e il cestista Rudy Fernandez, magari senza l'extra protezione del cielo, che per l'occasione è rimasto completamente sgombro da qualsiasi tipo di velivoli, droni compresi per evitare intrusioni nella privacy de campione-record di 12 Roland Garros.Di certo, non valeva le guardie del corpo dell'ex re Juan Carlos, che era mischiato nel gruppo, insieme a donna Sofia. E non valeva per Roger Federer che non è stato invitato e, a Basilea, dove sta giocando, ha detto: “Non mi aspettavo che non mi invitasse. Andiamo molto d'accordo. Ma ad un matrimonio inviti le persone con la quale vorresti condividere la maggior parte del tuo tempo; ecco perché non è un problema per me. Mi sono congratulato con lui, sapevo che non avrebbe risposto subito perché è impegnato. Sono molto felice per lui, spero abbia trascorso una bella giornata”.Rafa ha prenotato l'intera struttura di 87 mila metri quadrati, oltre 1.100 di giardino, per 25 mila euro al giorno, per tre giorni. Distribuendo parte degli invitati negli alberghi vicini, e ha pure ottenuto un permesso speciale per far celebrare un matrimonio religioso in un luogo non consacrato. Ha officiato la cerimonia padre Tomeu Català, fondatore del “Projecte Home Baleari”, grande attivista contro ogni forma dipendenza, amico da anni della famiglia Nadal, e grande estimatore del campione spagnolo. Come ha dichiarato al “Diario de Mallorca”: “E' un esempio per i valori che trasmette, è una persona che ama e che è amata, una cosa che non si può vendere o comprare”.L'abito di Meri era dalla stilista spagnola Rosa Clarà (costo 3.500 euro), quello di Rafa, era italian style, di Brunello Cucinelli (costo 5.900 euro). La ristorazione era ricca e super qualificata, dallo chef a tre stelle Michelin, Enrique Dacosta, “Quique”, titolare del ristorante a Denia (Alicante), alla maiorchina Macarena “Maca” de Castro, con una stella, a Puerto de Alcudia, ad Andres Moreno, chef del Sa Punta e Santi Taura, di Palma.Menù segreto, come i dettagli dell'addio, che sarebbe avvenuto sabato 13 avrebbe festeggiato lo scorso sabato in una discoteca di Maiorca, il Social Club, come rilanciato su Instagram dal PR del locale. Musica reggeaton e una decina di amici intimi. Mentre, secondo il quotidiano sportivo AS, di sicuro, Rafa ha avuto un menù diverso da tutti gli altri ospiti, per non deragliare dalle abitudini di perfetto atleta nemmeno il giorno delle nozze.Aspettiamo qualche giorno e qualche rivista svelerà l'arcano. Ovviamente, gli introiti fotografici del servizio in esclusiva verranno devoluti in beneficienza. Chi avrebbe mai rischiato la multa da 30 a 50 mila euro per uno scatto rubato? Rafa e Meri vivono in uno chalet che il 19 volte campione Slam – a una sola tacca dal record di Federer - ha comprato per 4 milioni di euro nel 2013, hanno consumato la luna di miele alle Bahamas subito dopo la Laver Cup di Ginevra, il campione spagnolo si allena da giorni nella sua Accademy a Manacor, e da lunedì è iscritto al Masters 1000 di di Parigi Bercy. Così rientrerà alla gare dalla finale vinta su Medvedev agli Us Open e il forzato stop alla Laver cup e Shanghai per i problemi al polso destro, e, da numero 2 del mondo, ridarà la caccia al numero 1 di Novak Djokovic.

  • Quanta droga si consuma in Italia? E di che tipo?
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    Quanta droga si consuma in Italia? E di che tipo?

    Il consumo di droga in Italia è al centro tanto della cronaca nera, con il decesso di Erika Lucchesi, quanto del dibattito politico. Anche dal palco della manifestazione del 19 ottobre a Roma, ad esempio, Matteo Salvini ha parlato della necessità di combattere il fenomeno. Ma cosa dicono i numeri? Quali sono le droghe più consumate? Quanti ne fanno uso? Andiamo a vedere i dettagli. Le droghe più diffuseL'Emcdda (“Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze”, un'agenzia dell'Unione Europea) ha recentemente pubblicato lo European Drug Report 2019, che contiene dati e statistiche sul consumo di stupefacenti nei 28 Paesi Ue, più Norvegia e Turchia.Nella sezione dedicata all'Italia si legge che, in base alle rilevazioni relative al 2017 (l'anno più recente per cui sono disponibili i dati), un terzo della popolazione italiana (età 15-64 anni) ha fatto uso di droga almeno una volta nella sua vita e che un decimo ne ha fatto uso nell'ultimo anno.La droga più consumata è la cannabis, con una persona su dieci che ne ha fatto uso almeno una volta nell'ultimo anno. L'uso di cocaina, oppioidi e spice (cannabinoidi sintetici) è nettamente inferiore.Vediamo ora i dettagli sul consumo in Italia delle singole sostanze stupefacenti. CannabisCome anticipato, in Italia circa un terzo della popolazione (il 32,7 per cento) compresa nella fascia d'età 15-64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella sua vita. Con questo dato l'Italia si piazza quarta, su 30 Stati, dietro a Francia (44,8 per cento), Danimarca (38,4 per cento) e Spagna (35,2 per cento). La media Ue è del 27,4 per cento.Un decimo della popolazione (il 10,2 per cento) di età compresa tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta nel corso dell'ultimo anno. Questo dato raddoppia nella popolazione di età compresa tra i 15 e i 34 anni (20,9 per cento): il dato è sostanzialmente stabile rispetto a dieci anni fa. Dopo un calo tra il 2008 e il 2011, quando la percentuale era scesa al 15 per cento, questa è progressivamente risalita negli anni successivi.Guardando più nel dettaglio il consumo in base all'età, l'Emcdda riporta una percentuale di persone che hanno assunto cannabis nell'ultimo anno pari al 23,7 per cento nella fascia di età 15-24 anni, al 18,4 per cento nella fascia 25-34 anni, al 9,8 per cento nella fascia 35-44 anni, al 3,5 per cento nella fascia 45-54 anni e all'1,7 per cento nella fascia 55-64 anni. CocainaLa cocaina è stata provata almeno una volta nella vita dal 6,9 per cento della popolazione di 15-64 anni. Con questo dato l'Italia si posiziona quarta su trenta Stati (i 28 Ue più Norvegia e Turchia), dietro a Regno Unito (10,7 per cento), Spagna (10,3 per cento) e Irlanda (7,8 per cento). La media Ue è del 5,4 per cento.Poco più di un centesimo della popolazione (1,2 per cento) ha fatto uso di cocaina nell'ultimo anno. La percentuale tra i giovani adulti (15-34 anni) sale all'1,7 per cento: il trend è in netta discesa rispetto al 2008, quando il dato era del 3 per cento.Se guardiamo alle fasce d'età, il segmento dove il consumo è maggiore è quello 25-34 anni, con il 2,2 per cento, seguito da quello 35-44, con l'1,9 per cento. I più giovani, 15-24 anni, hanno un dato in linea con quello dell'intera popolazione, pari all'1,2 per cento. AmfetamineIn Italia hanno provato le amfetamine almeno una volta nella vita 2,4 persone (sempre di età compresa nella fascia 15-64 anni) su 100. Il nostro Paese arriva così undicesimo su trenta Stati. Guidano la classifica il Regno Unito (9,9 per cento), Danimarca (7 per cento) e Paesi Bassi (5,4 per cento). La media Ue è del 3,7 per cento.L'uso nell'ultimo anno è significativamente più basso: appena una persona su mille (0,1 per cento) ha consumato amfetamine negli ultimi dodici mesi. Tra i giovani la percentuale sale allo 0,3 per cento.In particolare il consumo è “massimo” nella fascia d'età 15-24 anni, con lo 0,4 per cento, e minimo nelle fasce 35-44 e 55-64 anni, dove non viene registrato un consumo statisticamente significativo (0 per cento). MdmaLe persone che hanno fatto uso di Mdma (nota anche come Ecstasy) almeno una volta nella vita in Italia sono 2,7 su 100. Questo è il quindicesimo dato più alto nella classifica. In testa troviamo ancora il Regno Unito (10 per cento), seguito dai Paesi Bassi (9,4 per cento) e dall'Irlanda (9,2 per cento).Il consumo nell'ultimo anno, per la popolazione 15-64 anni, ha coinvolto 4 adulti su mille (0,4 per cento). La percentuale raddoppia (0,8 per cento) tra i giovani adulti (15-34 anni).Sia tra i più giovani (15-24 anni), che nella fascia d'età immediatamente successiva (25-34 anni), la percentuale è dello 0,8 per cento. Cala progressivamente con l'avanzare dell'età: allo 0,3 per cento (35-44 anni), allo 0,1 per cento (45-54 anni) e allo 0 per cento (55-64 anni). EroinaI dati sull'eroina sono aggregati secondo parametri diversi rispetto alle altre droghe. Dal report dell'Emcdda risulta che in Italia (dato 2015) ci siano circa 235 mila consumatori di eroina ad alto rischio: più dello 0,5 per cento della popolazione residente nella fascia di età 15-64 anni.Questo dato ci colloca tra i Paesi Ue con le percentuali più alte, insieme a Regno Unito, Francia, Irlanda, Portogallo, Austria e Lettonia.L'età dei consumatori di eroina, calcolata guardando alla media di chi si rivolge alle strutture di supporto, sembra in costante aumento. Si potrebbe quindi ipotizzare che il numero di “nuovi” consumatori di eroina sia molto basso ma, come avverte il report, i cambi di metodologia nel raccogliere i dati avvenuti negli ultimi anni devono spingere alla cautela nell'analisi dei dati. Quanto si muore di droga?L'Italia è tra i Paesi con il tasso di decessi legati al consumo di droga tra i più bassi in Europa: meno di 10 casi ogni milione di persone.I Paesi dove le percentuali sono più alte sono quelli del Nord Europa, ovvero scandinavi, baltici e britannici (più di 40 morti ogni milione di persone). Nella fascia intermedia (tra le 10 e le 40 vittime ogni milione di abitanti) troviamo - tra gli altri - la Germania e la Spagna.Nel database dell'Unodc, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, troviamo maggiori dettagli.I morti di overdose in Italia, in numero assoluto, nel 2017 sono stati 294. Rispetto alla popolazione di riferimento (15-64 anni) si tratta di 7,8 persone per milione. Nel Regno Unito, per fare un confronto, i morti nel 2017 sono stati 3.394, per un tasso di 80,6 decessi per milione di abitanti. In entrambi i Paesi, e in generale nella larga maggioranza degli Stati presi in considerazione, la prima causa di morte per overdose sono gli oppioidi. ConclusioneL'Italia è uno dei Paesi europei dove è maggiore il consumo di cannabis e, in misura ampiamente inferiore, di cocaina.Un terzo della popolazione 15-64 anni ha provato almeno una volta nella vita ad assumere cannabis e sette su cento hanno provato la cocaina.Guardando ai consumi nell'ultimo anno i dati diminuiscono: uno su dieci ha assunto cannabis e uno su cento (circa) ha assunto cocaina. Nella fascia di età dei giovani adulti (15-34 anni) queste percentuali raddoppiano per la cannabis e aumentano quasi del 50 per cento per la cocaina.Per quanto riguarda le droghe sintetiche - anfetamine e mdma in particolare - il consumo in Italia non spicca rispetto al resto d'Europa.È invece alto, relativamente al resto del continente, il consumo di eroina ma nonostante questo il numero e il tasso di morti per overdose in Italia è tra i più bassi d'Europa.Se avete delle frasi o dei discorsi che volete sottoporre al nostro fact-checking, scrivete a dir@agi.it

  • Uomini e Donne in prima serata: quando andrà in onda?
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    Uomini e Donne in prima serata: quando andrà in onda?

    A sorpresa Uomini e Donne potrebbe approdare in prima serata ma con tre ospiti speciali alla conduzione e senza Queen Mary.

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    Le case del futuro saranno costruite in calce e canapa?

    Nel basso Salento, in Puglia, c'è una casa magica: non inquina, è economica, è fresca d'estate e confortevole d'inverno. Resiste ai terremoti e agli attacchi di topi e insetti. Il suo segreto, assicura il proprietario, è tutto nel materiale: un composto di calce e canapa. Lui è Emilio Sanapo, fondatore insieme a Samuele Macrì, della Messapia Style, un'azienda che realizza abitazioni in calce, canapa e legno.Quella di Sanapo è la prima casa del genere nella regione e tra le prime in Italia. “Appena scoperta l'esistenza di questo materiale ho deciso di crederci fino in fondo utilizzandolo nel 2014 per la costruzione della mia casa che allora esisteva solo su progetto. Ho voluto dare l'esempio”, spiega Sanapo all'Agi.“L'idea nasce dalla nostra sensibilità riguardo l'uso di materiali naturali. La scelta è stata quella di non usare materiali chimici o a base petrolio. Molte persone sono attente a evitarli nel quotidiano, ma non è giusto viverci a contatto. Rilasciano sostanze tossiche con cui veniamo a contatto in vari modi e non è salutare”.La canapa è un materiale pulito, in tutti i sensi. “Assicura in casa un ambiente alcalino, puro, e assorbe più Co2 di quanta ne emetta. Numeri alla mano, parliamo del 50% di emissioni dell'edilizia convenzionale contro il 9% delle emissioni della calce canapa”.Quanto alla tecnica, spiega Sanapo, “si tratta di creare direttamente in cantiere dei monoliti perimetrali creati con un mixer specifico. Miliardi di pezzettini di canapa, detti canàpulo, incollati tra loro sfidano la forza di gravità fino a raggiungere uno stato di compattezza grazie all'aiuto del vento e dell'aria. Otteniamo così monoliti che traspirano aria, dei veri e propri muri aerei”.Punti deboli, assicura Sanapo, non ce ne sono. Molti invece i benefici: “Ha un bassissimo impatto ambientale, all'interno dell'abitazione non ci sono sbalzi termici, c'è un notevole risparmio economico sulla manutenzione che si mantiene molto bassa”. La casa in calce e canapa è libera da insetti e da roditori perché risulta inappetibile ed è ignifuga: “La canapa in natura è ricca di silice e questo, la fa bruciare faticosamente. Unito poi alla calce il prodotto diventa ignifugo”.Ma soprattutto, l'abitazione in calce e canapa è antisismica, “già solo per il fatto di essere 10 volte più leggera rispetto a una tradizionale”. I tempi di realizzazione sono brevi: “30 -35 giorni lavorativi”, mentre il costo è “in linea con quello di un'abitazione convenzionale, in mattoni e ferro”.Il problema è uno: dove trovare la canapa? “In Italia ci sono molte coltivazioni ma a volte bisogna prenderla in Francia”. Per costruire una casa di 100 metri quadri è necessario 1 ettaro di canapa.“Se tutti decidessimo di costruire case di canapa non ce la faremmo. Nel nostro Paese non ci sono incentivi, ed è stata fatta una lotta al fiore di canapa, e di conseguenza anche al fusto. Qualcuno a livello politico si deve rimboccare le maniche per favorire la nascita di centri di trasformazione pubblici, in modo da mettere in piedi una filiera che parte dal contadino che produce la canapa fino all'edilizia”. “Le condizioni ci sono – conclude Sanapo – quello che manca è l'interesse”.

  • Nuzzi: "Documenti inediti dimostrano fragilità inimmaginabile della Chiesa"
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    Nuzzi: "Documenti inediti dimostrano fragilità inimmaginabile della Chiesa"

    di Enzo Bonaiuto  "Tremila documenti inediti affrontano i segreti del Vaticano e quanto è accaduto negli ultimi due anni, dimostrando una fragilità della Chiesa che nessuno poteva prima immaginare e svelando una corsa contro il tempo, per evitare un default che oramai è fissato al 2023 ed è dunque molto vicino". E’ quanto sottolinea all’AdnKronos Gianluigi Nuzzi illustrando il ‘cuore’ del suo ultimo reportage all’interno del Vaticano, pubblicato da Chiarelettere e in vendita da oggi, intitolato non a caso ‘Giudizio Universale’. "La battaglia finale di Papa Francesco per salvare la Chiesa dal fallimento" è il sottotitolo dell’opera, presentata al pubblico nello spazio Feltrinelli alla Galleria Alberto Sordi di Roma. "Da dieci anni lavoro sui segreti del Vaticano - ricorda Nuzzi - siamo all’interno di un mondo di fede dove c’è chi vive di privilegi e loschi affari e quando la fede si scontra con gli interessi opachi di qualcuno, allora gli onesti si sentono traditi: ecco spiegata anche la fonte dei miei documenti inediti e riservati". Osserva Nuzzi: "Nei miei libri non troverete mai una parola contro la Chiesa. Ma se un Papa che vuole agire nel senso della trasparenza viene bloccato, è chiaro che ci si pongono delle domande, anche sul suo ruolo. Del resto, in Vaticano non c’è una partita di calcio con una squadra contro l’altra e il Papa a fare da arbitro tra i buoni e i cattivi, ma c’è una struttura fortemente gerarchica. Con il numero di fedeli in calo nel mondo e soprattutto in quello più ricco come l’Europa e l’America e con la crisi delle vocazioni sommata agli scandali finanziari e sessuali, ora il Vaticano davvero rischia di andare a sbattere dal punto di vista economico, se non si interviene subito a trasformare le opacità in casa di vetro".

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    "Vogliamo fare le cose per bene ed evitare aggravi di costo"

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    I modelli a ruote alte di lusso da non molto si trovano a gareggiare con i suv sportivi. In questa classifica i 5 modelli di suv più costosi del 2019.

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