Giani: vergogna per documento, ma fatta fino in fondo mia ... -2-

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Roma, 14 ott. (askanews) - "Ho avuto l'onore di servire tre Papi. Ricordo innanzitutto - ha proseguito Giani - con grande commozione San Giovanni Paolo II che mi ha chiamato a servire in Vaticano e che ho accompagnato fino all'ultimo tratto della sua vita. Ho goduto e continuo a godere della stima e dell'affetto di Benedetto XVI al cui fianco ho affrontato delicatissime questioni ricevendo sempre il suo apprezzamento e la sua fiducia. Il Pontificato di Papa Francesco, per il suo stile improntato alla prossimità alla gente e alla spontaneità nei gesti, è stata un'ulteriore grande sfida con significativi e particolari momenti: ricordo in special modo il suo pellegrinaggio a Lampedusa, il viaggio apostolico in Brasile per la GMG e quello nella Repubblica Centrafricana. Se chiudo gli occhi, mi scorrono davanti infinite scene dei quasi 70 viaggi apostolici internazionali che ho seguito, di innumerevoli visite pastorali a Roma e in Italia e di tantissimi momenti privati con i tre Pontefici. Accanto a questo, mi piace ricordare che, sotto il mio Comando, la Gendarmeria ha sviluppato tutta una serie di attività caritative e di servizio agli ultimi come ci chiede il Vangelo".

"In occasione dell'ultima festa del Corpo, mi sono soffermato su alcune qualità che dovrebbero contraddistinguere i nostri uomini: disciplina, obbedienza, fraternità, carità e umanità. A questo desidero aggiungere l'unità nella fedeltà, nonostante alcune fisiologiche situazioni che mi hanno arrecato comprensibili dispiaceri. Il Corpo, come ho anche sottolineato in questi giorni al Santo Padre, è sano e ben preparato. Ho sempre cercato, insieme ai miei collaboratori, di formare persone che potessero essere buoni gendarmi e, con l'aiuto prezioso dei cappellani, anche dei buoni cristiani. Sono certo che chi subentra in questo delicato incarico troverà un terreno fertile, lo stesso che io ricevetti dal compianto Commendatore Cibin al quale dedico un deferente ricordo. Un ultimo pensiero, che è pieno della mia gratitudine e del mio amore, va a mia moglie Chiara e ai miei figli Luca e Laura. Hanno sostenuto una vita piena di soddisfazioni ma anche di grandi sacrifici e rinunce. La Provvidenza, cui faccio sempre riferimento, nonostante il momento di incertezza anche personale che sto vivendo, ci indicherà la strada che certamente è quella del Signore", ha concluso l'ormai ex comandante della Gendarmeria vaticana.