Gianluca Forcolin: "Il bonus? Chiesto dal mio studio. Domanda respinta, ma non avrei preso un euro"

Federica Olivo
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Gianluca Forcolin (Photo: ANSA)
Gianluca Forcolin (Photo: ANSA)

C’è frenesia e imbarazzo nella Lega, che scopre che alcuni suoi esponenti hanno fatto richiesta del bonus da 600 euro. E, tra caccia alle streghe e silenzio, spuntano i primi nomi. Tra questi c’è il vicegovernatore del Veneto, Gianluca Forcolin. Ammette la richiesta - inoltrata dal suo studio - ma spiega che la domanda è stata respinta. E che, in ogni caso, lui non avrebbe preso un euro.

Sul Corriere del Veneto si legge la sua autodifesa:

“Sono socio di uno studio associato tributaristi, tre soci e sette impiegate. Io ovviamente sono con una percentuale ridotta visto l’incarico politico. Nel periodo Covid lo studio ha richiesto, come tutti, di ottenere le risorse previste dal governo per far fronte alle inevitabili spese di gestione, visto che le ragazze erano a part time ed era stata attivata la cassa integrazione. Alla fine comunque ci stiamo riprendendo senza nessun aiuto tranne, in parte, la cassa integrazione. Il sottoscritto non ha ricevuto un solo centesimo, inclusi i famosi 600 euro”.

Forcolin sostiene ancora che la domanda è stata fatta dalla sua socia. Lui l’avrebbe scoperto solo adesso. La richiesta, comunque, sarebbe stata respinta:

Resto a disposizione del partito, spero che questo non azzeri 5 anni di etica e impegno morale.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.