Gianluca Grignani, il nuovo inizio: “Vi presento il mio vero volto”

Gianluca Grignani

È l’autore di “Destinazione Paradiso” e “La mia storia fra le dita”, ha fatto impazzire migliaia di fan con il tormentone “L’aiuola”, un intramontabile di Gianluca Grignani. Il cantante, nato a Milano e trasferitosi in Brianza a 17 anni, è considerato uno dei pilastri della musica rock italiana. Lo aveva anticipato sui suoi social: dopo tre anni di assenza torna con il brano “Tu che ne sai di me”. Il nuovo singolo sarà in radio dall’1 gennaio 2020. Per il videoclip ufficiale, confida Grignani in conferenza stampa nell’elegantissima e lussuosa location dell’Armani Privè di Milano, “io e Gaetano Morbioli ci siamo fatti un mazzo tanto”.

Il nuovo singolo, dalla melodia rock e coinvolgente, accompagnato da un testo significativo, è l’apertura di una nuova fase nella vita discografica di Grignani. Il cantante dall’animo rock e dalle sfumature emozionanti rivela: “Ora vi presento il nuovo Gianluca. È un Gianluca venuto alla scoperto. Ho tanto millantato il momento in cui sarei diventato un tutt’uno con la musica. Questo momento è arrivato. Forse mi è bastato guardami allo specchio, come quando per la prima volta, a 14 anni, guardai la chitarra nello sgabuzzino e pensai: se non la prendo in mano adesso, non inizierò mai”.

In molti erano pronti a scommettere, certi di rivedere presto Grignani sul palco dell’Ariston. Ma lui smorza gli animi e frena gli entusiasmi: “A Sanremo 2020 non ci sarò”. Ora è tornato più potente che mai, con un brano importante per un cantautore che merita tanto e che si dice “pronto a scrivere il secondo singolo”.

Gianluca Grignani, il nuovo singolo

Rocker, chitarre haevy, sound atipico e batterie schiacciate. Ci aveva lasciato in sospeso dal 2016, quando uscì la raccolta “Una strada in mezzo al cielo”. Per un album di inediti bisogna retrocedere al 2014. Sul suo nuovo progetto svela: “Ho scritto 60 brani in questi 3 anni e mezzo. In ciascuno viene a galla una storia. Alcuni mi convincono più altri e quei 60 diventeranno tre album diversi: Verde Smeraldo 1-2-3. Il primo disco uscirà col il terzo singolo. “Tu che ne sai di me” è il primo brano che nato. È quello che mi ha convito per una questione armonica. Il mio è un modo di scrivere nuovo”, ci ha spiegato snocciolando perle di alta tecnicità ed esperienza musicale. E ancora: “Il mio album e le canzoni che lo compongono traggono ispirazione dalla mia infanzia“.

Con Grignani non mancano gli aneddoti: “C’è stata una mattina in cui ho scritto un album intero, ispirato da De Andrè. Ho ripreso la stessa idea e ho scritto altre storie. Non so se sarà bello come i brani del cantautore genovese. Vedrò se farlo uscire, magari come intramuscolo tra un disco e l’altro”.

Su “Tu che ne sai di me” ha aggiunto: “È stato il primo brano che ho scritto a piano. Per me è atipico, sono un neofita del piano, perché non è il mio strumento. Ma ho sentito l’esigenza di utilizzarlo, probabilmente perché dovevo ripropormi a me stesso. È il brano da dove riparto. È il mio nuovo inizio, anche con la mia etichetta, la “Falco a metà”, e ho uno studio tutto mio che è la Fabbrica di plastica studio”.

Gianluca Grignani

Il nuovo Grignani

Quanto è difficile oggi farsi spazio nel panorama musicale? Tra le tante novità, Grignani è disposto a vagliare i nuovi talenti, che possono candidarsi inviando dei loro provini alla sua etichetta. Così, ha spiegato, “vedrò cosa mi interessa di più e cosa mi interessa produrre”. Per lui “i giovani sono sacri”. E l’amore per i suoi 4 figli ne è una conferma.

Il cantante ha confidato: “Tutte queste cose fanno di me un nuovo Grignani”. E ancora: “Sto facendo di me quello che ho sempre voluto fare. Ora la mia “Fabbrica di plastica” diventa realtà. Con l’omonimo brano ho dichiarato a me stesso più che agli altri che non volevo far parte di un determinato sistema musicale”. Quindi ha aggiunto: “La cosa che più mi interessa è che volevo avere la proprietà e la libertà di iniziare un progetto e finirlo come volevo io”. E Grignani ci è riuscito.

Tu che ne sai di me è il primo brano di un progetto che mi ha visto due anni a scrivere e a produrre. Rappresenta l’apertura di un discorso artistico molto più ampio”, ha spiegato. E su “Tu che ne sai di me” aggiunge: “È una presa di coscienza, è come passare il testimone a sé stessi. Un momento che si ripete durante la vita, a diverse età e in diverse circostanze, ma che tutti prima o poi devono affrontare. Ho lavorato molto sulla produzione di questo primo singolo, ci tenevo che diventasse quello che poi è diventato, anche perché è la canzone del ritorno, è il brano della mia indipendenza, è il pezzo in cui credo e spero molti si riconosceranno”.

Il senso di libertà

“La libertà credo di averla insita in me da quando sono nato. La musica è il mezzo migliore per potermi esprimere. Non è la fonte di vita, ma il mezzo per esprimere il mio esistenzialismo”. Per capire meglio cos’è la musica per il cantante lombardo, Grignani ha preparato per la stampa una chiara definizione e una metafora esaustiva: “Per me scrivere una canzone è come scalare una montagna in arrampicata libera, in continua ricerca della perfezione del passaggio preciso, l’unico che ti permette di procedere come se vedessi il risultato finale, la vetta. Sono sempre in costante bisogno della massima concentrazione”. Quindi ha concluso: “Questa è una sensazione che provo da quando scrivo fino alla fine della produzione di un brano o di un disco. Può sembrare o suonare estremo, però è vero”.

Sul senso di libertà che lo contraddistingue e che trasmette anche nelle sue canzoni, Gianluca Grignani ha proseguito: “La libertà artistica che ho acquisito la devo soltanto a me stesso”. Tornando ai suoi nuovi progetti, ha aggiunto: “La gente deve sapere che chi vuole mandare un provino senza passare per i canali tradizionali, io sono qui pronto a produrli”. Quindi confida con la sua solita grinta: “Credo di esserne capace”.

Da neofita, inoltre, ha scoperto che “non c’è niente che non può essere risolto se si fa la respirazione yoga. Credo sia una delle attività più utili al mio organismo”. Non manca neppure chi rievoca fantasmi forse difficili da eliminare, ma da tempo silenti e sereni. A chi domanda a Gianluca Grignani qualcosa in più sulle vicende tortuose che hanno negativamente segnato il suo percorso musicale, il cantante risponde: “Io non ci volevo finire sui giornali. È capitato mio malgrado. Ma non avuto tempo di riflettere su niente, ho solo scritto e lavorato”.

Il nuovo tour di Gianluca Grignani

Da Milano a Roma: una serie di “date acustiche, prima di lanciare un evento importante in elettrico”.

In quelle “5 o 6 date in acustico sarò da solo con la chitarra”. Quindi, in conferenza stampa, fa sapere: “In questi anni in cui sono stato fermo ho coltivato dalla spiaggia, senza dirlo a nessuno, con l’acustico. Poi mi sono ritrovato a fare l’Arena di Paestum con 3500 persone, solo con la pubblicità di Facebook. Si è trattato di qualcosa di atipico. Ho avuto un grande successo”.

Gianluca Grignani

Il “no” a Sanremo

I fan resteranno delusi: dopo 3 anni lontano dal grande pubblico e dopo 6 esperienze differenti sul palco dell’Ariston, nel 2020 Gianluca Grignani non sarà a Sanremo, che tuttavia definisce “un veicolo e un aiuto alla musica. Si tratta di un contenitore. Meglio viene usato meglio è, peggio viene usato e peggio è. Dipende tutto da come lo riempi, come X Factor. Sono scelte”.

Ma i progetti non mancano. Infatti, ha spiegato: “Ora riesco a lavorare le case discografiche meglio di prima. Nello stesso periodo del Festival uscirà un vinale di Destinazione Paradiso e una versione digitale in spagnolo”, per festeggiare i venticinque anni di una delle più belle ed eterne poesie di cui Grignani è autore. “Anche questo è un regalo che mi viene fatto. Ci vuole collaborazione: si tratta della libertà di poter lavorare con una major senza vederla come un problema e sentirsi usati (cosa che capitava anche a me da ragazzo, perché ero fagocitato dal sistema, alla Bob Dylan)”.

La carriera di Grignani

Ripensando alla sua carriera musicale, Grignani si definisce “soddisfatto”. Tuttavia, non nega che in più di un’occasione è stato “costretto a produrre brani importanti e fatti bene, ma nell’album venivano a mancare gli arrangiamenti che avrei voluto”.

Dopo una lunga gavetta fatta di musica e serate nei locali della sua zona, nel 1994 partecipa a Sanremo Giovani con il singolo “La mia storia tra le dita”. Alcuni mesi dopo è la volta dell’esordio, nella categoria Nuove Proposte, al Festival di Sanremo. Non arriva al podio, ma il suo brano “Destinazione Paradiso” diventa subito un grandissimo successo, ottenendo un ampio riscontro anche nel mercato sudamericano. La meraviglia e la profondità di quel brano così toccante gli permetterà persino di vincere un Telegatto come artista rivelazione dell’anno. Dopo il dirompente successo e la conseguente intensa popolarità e presenza mediatica, scompare improvvisamente dalle scene. Torna in auge l’anno successivo, pubblicando “La Fabbrica di plastica”, con cui si consacra come rocker d’eccellenza nel panorama musicale italiano.

Partecipa 6 volte al Festival, nel 2012 canta sul palco dell’Ariston nella serata dei duetti affianca Pierdavide Carone e Lucio Dalla nella canzone “Nanì”. Tante le collaborazioni con i big della musica. Tra questi, Carmen Consoli, Irene Grandi, i Nomadi e i Tazenda, Noemi e Claudio Baglioni, Laura Pausini, Rino Gaetano, Max Pezzali e Gianni Morandi. Tante anche le canzoni più celebri di cui è autore e interprete: “La mia storia tra le dita”, “Il più fragile”, “L’aiuola”, “Sogni infranti”, “Romantico Rock Show”, solo per citare alcuni dei suoi brani.