Gianluca Vacchi, il nuovo balletto è già campione dei social

Samuele Prosino
Gianluca Vacchi

Gianluca Vacchi è tornato, con un nuovo balletto. “La news che stavamo tutti aspettando”, direte voi lettori ironicamente. E invece c’è ancora da capire come questo fenomeno social classe 1967 sia così in grado di attrarre l’interesse.

Il balletto stavolta è basato sulla hit di Maluma ‘Felices Los 4’, ed è esattamente ciò che ci si può aspettare da Vacchi. Molti commentatori infatti gli scrivono di essere “un po’ ripetitivo”, altri invece lo salutano, esclamandogli “goditela!”. I risultati sono i soliti: milioni di visualizzazioni, piogge di commenti e di like.

Il fenomeno Vacchi, sui social, è lungi dall’essere concluso. Su Facebook ci sono oltre un milione e mezzo di like, ma è soprattutto su Instagram che ha sfondato. Per lui ci sono quasi 10 milioni di follower, cifra veramente molto alta raggiunta sostanzialmente dal 2016 a oggi. Può vantare inoltre un numero di fan non italiani davvero molto alto, e ciò contribuisce a renderlo – che vi piaccia o meno – uno dei maggiori influencer del nostro Paese.

Per chi non lo sapesse ancora, Vacchi è un milionario. Lui è uno degli eredi dell’impero IMA, una multinazionale leader mondiale nel packaging, fondata negli anni ’60 dal padre. Attualmente di questa azienda possiede il 30% delle azioni. La società è tuttavia amministrata dal cugino, Alberto Vacchi, schivo e attento alla privacy: il suo esatto opposto. La vita di Gianluca è sospesa, se consideriamo solo la punta dell’iceberg dei social, tra ville, yacht, nuotate e palestra, senza contare la sua passione per  i dj set, ai quali partecipano altri VIP come ad esempio Flavio Briatore.

Attualmente è presidente della SEA Società Europea Autocaravan S.p.A. e direttore della Finanziaria Vacchi S.p.A., cariche alle quali si aggiungono gli impegni (ridotti) nell’azienda di famiglia. Si è laureato a Bologna in Economia e Business.

La sua fotostoria, tutta tatuata, la trovate qui, con alcuni scatti risalenti al 2008 – quando già aveva intuito il potenziale dei social media. All’epoca, però, era tutt’altro che palestrato.

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