Gianni Morandi sul palco del Duse, ci sarà un inedito col nipote

Roma, 30 ott. (askanews) - "C'è sempre un momento della vita in cui si sente il forte desiderio di tornare nel luogo da dove si è partiti". E così Gianni Morandi ha deciso di tornare sul palco del Teatro Duse di Bologna, dove è salito per la prima volta nel 1964. Certamente non riuscirà a cantare tutte le seicento canzoni incise in oltre 50 anni di carriera, ma non deluderà i fan che si sono assicurati una poltrona per le 21 date in programma fino al 26 gennaio 2020, di cui gran parte già sold out.

"Dicono che nessuno è profeta in casa sua. Io spero che la gente non sia delusa, che si diverta, che abbia voglia di cantare, di stare qua e di partecipare perché è uno spettacolo che vorrei fare proprio insieme alla gente".

Una nuova sfida quindi per Morandi che ha incontrato centinaia di fan durante la conferenza stampa e le prove generali aperte al pubblico. "Stasera gioco in casa" non è solo il titolo dello show, ma anche quello della nuova canzone scritta appositamente per questo palcoscenico.

"Volevo una canzone nuova per segnare questo momento. Ho provato con la chitarra a cercare delle frasi e ho chiesto anche ad altri autori. Poi un giorno mio nipote, che ha 24 anni, Paolo Antonacci che è figlio di Biagio e mia figlia Marianna, quasi per scherzo gli ho detto 'Perché non la fai tu una canzone'. Lui è un ragazzo molto serio e mi ha detto 'ci provo'".

Non mancherà qualche sorpresa, come il duetto sul brano "Grazie perché" cantata a Sanremo nel 1995, andato in scena durante la prova generale al Duse con una ragazza di soli 14 anni che sogna un futuro nella musica.

"Vorrei fare una seconda parte dedicata alle canzoni a richiesta, per far decidere a loro perché io ne ho incise più di seicento. Voglio fare anche un bel ricordo di Lucio. Poi se viene qualche ospite, ma anche persone normali, anche una signora che sale sul palco e racconta la sua canzone preferita perché si è innamorata di suo marito o cose del genere. E' uno spettacolo che non vorrei fosse sempre uguale".