Giansanti (Confagri): con Coronavirus ritardo accordo Usa-Cina

Red/Apa

Roma, 10 feb. (askanews) - "Oltre al rallentamento della crescita economica, tra le possibili conseguenze dell'epidemia Coronavirus c'è anche una ritardata applicazione del nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina." Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che precisa come non sia in discussione l'entrata in vigore a metà febbraio dell'intesa, ma che, per effetto della revisione al ribasso delle stime sull'andamento dell'economia, le autorità di Pechino stiano valutando se chiedere un margine di flessibilità nel rispetto degli impegni sottoscritti, con particolare riferimento all'aumento delle importazioni dagli Stati Uniti.

Il nuovo accordo bilaterale prevede, infatti, la possibilità di avviare consultazioni tra le parti, "nel caso di disastri naturali o altri eventi imprevedibili". Per quanto riguarda il settore agroalimentare, la Cina ha assunto l'impegno a far salire le importazioni dagli Stati Uniti fino a 80 miliardi di dollari entro il 2021. Nel 2017, prima dell'avvio del contenzioso commerciale, l'import cinese si attestava a 24 miliardi di dollari. L'aumento medio, quindi, sarebbe di circa 16 miliardi l'anno.

"Alla luce di queste cifre - aggiunge Giansanti - è evidente che la flessibilità avrebbe un impatto sulle prospettive degli scambi commerciali su scala mondiale. Gli Stati Uniti dovrebbero continuare a guardare verso altri mercati di sbocco, tra cui quello europeo, in attesa del rilancio degli acquisti cinesi". (Segue)