Giappone, al via campagna elettorale politiche: si vota il 31

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Image from askanews web site
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Roma, 19 ott. (askanews) - E' iniziata oggi in Giappone la campagna elettorale per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti, la camera bassa della Dieta nipponica decisiva per la definizione di una maggioranza di governo. Quello che si terrà il 31 ottobre è il primo grande test elettorale per il nuovo primo ministro nipponico Fumio Kishida e per il suo governo, da poco più di due settimane a capo dell'esecutivo di Tokyo.

Il Partito liberaldemocratico del premier, una formazione che ha detenuto il potere per la grandissima parte della storia post-bellica del Giappone, e il suo più piccolo alleato, il partito Komeito d'ispirazione buddista, sono a caccia anche questa volta di un'agile maggioranza, a dispetto del sostegno per il primo ministro che non appare brillantissimo.

A sfidarli è il principale partito d'opposizione, il Partito, in alleanza con il Partito comunista giapponese e altre due formazioni minori.

Al cetro della sfida elettorale ci sarà la gestione della pandemia Covid-19, che appare oggi di nuovo sotto controllo in Giappone dopo che per gran parte del 2021 c'è stata una recrudescenza di contagi prodotti dalla variante Delta, ma anche le nuove strategie economiche annunciate da Kishida che, nel superare l'Abenomics iper-liberista dei suoi predecessori, puntaa mantenere una politica monetaria aggressiva ed espansiva a favore di tagli di tasse e sostegni diretti alla classe media.

Attualmente il Partito liberaldemocratico controlla 276 dei 465 seggi della camera bassa. Il tema principale di queste elezioni sarà capire se la formazione di Kishida sarà in grado di mantenere la maggioranza assoluta, 233 seggi, che gli consentirebbe di governare in solitudine. Sembra essere fuori dalla portata la supermaggioranza che permetterebbe di procedere con la riforma costituzionale, da tempo evocata dal partito come uno dei suoi obiettivi.Non riuscire a raggiungere la maggioranza assoluta in solitudine costringerebbe il partito di Kishida a essere dipendente dal sostegno del Komeito per approvare le leggi.

Nella propaganda Ldp, si punta a evidenziare il fatto che, in caso di vittoria dell'opposizione, enterebbero nella stanza dei bottoni anche i comunisti, in una riproposizione un po' nostalgica di un confronto che ricorda la Guerra fredda. Il Partito democratico costituzionale, dal canto suo, assicura che il Partito comunista, in caso di vittoria, offrirà solo un appoggio esterno al governo.

Kishida ha promesso un graduale aumento del salario minimo orario, che oggi è a 930 yen (7 euro), oltre che aumenti di salari per i lavoratori del settore della cura e sgravi fiscali per le aziende che aumenteranno i salari. L'alleato Komeito, invece, ha proposto la distribuzione di 100mila yen (754) per ogni bambino nato, in maniera da incentivare la natalità, che è uno dei grandi problemi che il Giappone ha di fronte.

L'opposizione, dal canto suo, promette di dare un anno di tregua fiscale a chiunque abbia redditi inferiori ai 10 milioni di yen (75.400 euro) e 120mila yen (905 euro) in contanti a tutte le famiglie a basso reddito. Inoltre promette un taglio al 5 per cento della tassa sui consumi per un anno. Si tratta di un programma quantificarto in 18mila miliardi di yen (135,8 miliardi di euro), pari al 18 per cento del budget annuo del governo. Infine, il partito guidato da Yukio Edano propone un innalzamento del salario minimo orario del 60 per cento a 1.500 yen (11,3 euro).

Su un altro tema caldo, quello dell'energia e della decarbonizzazione, il partito di Kishida propone il rilancio degli impianti nucleari - molti dei quali ancora fermi dopo l'incidente di Fukushima del 2011 - anche per raggiungere l'obiettivo di neutralità carbonica entro il 2011. Il partito di Edano invece sostiene che, se vincerà, non consentirà la costruzione di nuove centrali o un'espansione di quelle esistenti e spingerà per un'accelerazione del taglio delle emissioni.

Dei 465 seggi in ballo, due terzi verranno votati in piccoli collegi elettorali, gli altri verranno distribuiti sulla base del proporzionale. Attualmente la maggioranza Ldp-Komeito ha in questa camera 305 saggi combinati, cinque in meno della maggioranza necessaria per poter modificare la Costituzione. In particolare, in ballo è l'articolo 9, quello che stabilisce che il Giappone non può avere forze armate e ripudia la guerra, che l'Ldp vorrebbe modificare inserendo il riconoscimento del ruolo delle Forze di autodifesa nipponiche e allargando così le possibilità d'ingaggio di queste ultime. Una riforma eventualmente approvata nei due rami della Dieta, comunque, andrebbe anche sottoposta a referendum.

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